30 anni per la Sala Assoli

30 anni per la Sala Assoli

Davide Iodice e Angelo Montella

Davide Iodice e Angelo Montella

Trent’anni di teatro, di sperimentazione, di incontri, di interazione con il luogo, di avanguardia (oggi “tradizione”), di vita: un felice traguardo per la Sala Assoli. Nata nel 1985, in vico Lungo Teatro Nuovo, 110 a Napoli, dalla sinergia fra Teatro Nuovo/Il carro di Annibale Ruccello, Teatro dei Mutamenti di Antonio Neiwiller, Teatro Studio di Caserta di Toni Servillo e Falso Movimento di Mario Martone, festeggia con un lungo e articolato programma scandito da 35 appuntamenti. Visibile la commozione nell’informale conferenza-abbraccio con gli artisti, gli addetti ai lavori, i giornalisti, l’assessore comunale alla Cultura Nino Daniele, Antonella Di Nocera e altri amici. “A tutt’oggi la Sala Assoli non riceve contributi – spiegano Igina Di Napoli e Angelo Montella che annuncia anche il suo ritiro il prossimo gennaio per sopraggiunti “limiti d’età”. “In questi anni abbiamo lavorato con tenacia – afferma Igina – affinché la Sala non fosse chiusa, un luogo dotato di propria identità, di una propria anima amato dagli artisti che qui hanno costruito relazioni affettive. Oggi proporrei anche un Leone d’oro alla carriera a Vittorio Lucariello, che da cinquant’anni si occupa di teatro a Napoli”.

Vivo il ricordo dei 30 anni anche in Angelo Curti che sottolinea il glorioso passato della Sala, la realtà teatrale e il fermento culturale dell’epoca, i primi importanti lavori di Martone, di Servillo, la visione politica di Ruccello, le innovazioni di Latella e tanto altro. “Pur essendo un luogo consacrato al teatro e Igina una figura istituzionale – spiega Nino Daniele – è un grande spazio aperto, di sperimentazione e possiede grande carica innovatrice e critica che ancora può dare nuovi frutti. Qui non si potrà mai rappresentare una resa! Per quanto mi riguarda non consentirò che questa Sala venga impiegata con altre finalità che non quelle che le appartengono”.

Il cartellone apre domenica 27 settembre 2015 con “Teatro di guerra” di Mario Martone. Il 4 e il 5 novembre in scena Giorgio Barberio Corsetti, accompagnato dal contrabbasso di Gianfranco Tedeschi, con “Commedia”, viaggio tra musica e parole. Dal 6 all’8 novembre Mimmo Borrelli presenta “Napucalisse”, con la musica dal vivo di Antonio Della Ragione. Il 13 novembre sarà la volta di “Aspettando con… Bobò” di Pippo Delbono, cui seguirà la proiezione di “Guerra”, il racconto della tournèe dello spettacolo in Israele e in Palestina. Il 14 e il 15 novembre Carlo Cecchi e Toni Servillo saranno protagonisti di una serata – evento dedicata al “Tartufo di Cesare Garboli. E ancora in cartellone spettacoli di e con Davide Iodice, Giancarlo Cauteruccio, Andrea Renzi, Francesco Saponaro, Mimmo Borrelli, Enzo Moscato, Pippo Delbono, Carlo Cecchi, Anna Bonaiuto, Vittorio Lucariello, Pierpaolo Sepe, Iaia Forte, Tommaso Tuzzoli, Cristina Donadio, Fortunato Calvino con il suo nuovo lavoro “E Femmenielle”, con un video dedicato alla Tarantina, femminiello storico che racconta la Napoli del dopoguerra, Cossia Di Florio Veno, Sergio Longobardi, Ludovica Rambelli, Gaetano Di Vaio, Salvatore Cantalupo, Alessandra Cutolo, Carlo Luglio, Tonino Taiuti, Giovanni Meola che ripropone il pluripremiato “L’Infame”.

Ai giovani viene offerto il progetto “Nuove Sensibilità”, un bando dedicato alle realtà campane under35 e promosso dalla Sala Assoli con la Solot di Benevento, il Teatro Civico 14 e il NEST. Il pubblico può sottoscrivere la tessera sostenitori di duecento euro o partecipare ad un progetto di crowdfunding. Nuova iniziativa la Casa del Contemporaneo che congloba l’associazione Salerno Contemporanea, la Compagnia di Moscato e Le Nuvole, un esperimento figlio dal decreto. Tanti gli omaggi a compianti grandi artisti: il 20 ottobre una serata sarà dedicata ad Antonio Neiwiller e a Leo De Berardinis; il 28 dicembre ad Annibale Ruccello. Tantissimi gli interventi degli artisti che hanno animato la Sala in questi anni, per ricordare gli esordi, raccontare aneddoti, ricambiare l’affetto e il rispetto di chi ha permesso loro di sperimentare e fare teatro in un luogo magico di grande condivisione e visione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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