Si accende l’arte alla Sanità

Si accende l’arte alla Sanità

Attivissime nel quartiere della Sanità la cooperativa sociale La Paranza onlus e l’associazione artistica Essearte che promuovono la visita guidata delle Catacombe di San Gennaro, alla scoperta di una città sotterranea decorata con affreschi e mosaici che conserva anche la più antica raffigurazione del Santo patrono. Dal 22 giugno al 2 agosto, nei suggestivi sotterranei di tufo della città, la rassegna “Lux in Tenebris”, illuminando il mistero: arte, teatro e musica alle Catacombe di San Gennaro” offre gli spettacoli dei migliori artisti napoletani che accompagneranno i visitatori anche nella Basilica di Santa Maria della Sanità, nella Basilica dell’Incoronata Madre del Buonconsiglio a Capodimonte e in quella di San Gennaro extra moenia.

Un momento dello spettacolo.

Un momento dello spettacolo.

Taglio del nastro con l’intenso monologo Raccontami Adriano, tratto da “Le Memorie di Adriano” di Marguerite Yourcenar, con Tina Femiano, drammaturgia di Rosario Sparno per la regia di Carmen Femiano. Accompagna il monologo lo struggente violino di Aurora Sanarico. Da un’idea di Giulio Baffi e Giovanni Petrone, “Raccontami Adriano” amplifica l’emozione nello scenario ad hoc delle Catacombe di San Gennaro a Napoli. Tina Femiano, insostituibile schiava dell’imperatore, diventa la sua coscienza, la sua storia, storia intima e pubblica, la sua memoria, la sua fierezza che va affievolendosi a causa della malattia, della vecchiaia. Il monologo ripercorre la vita epica di Adriano ricca di trionfi militari, di amore per le arti – poesia, musica, filosofia, la passione per Antinoo. “Animula vagula, blandula, Hospes comesque corporis, Quae nunc abibis in loca Pallidula, rigida, nudula, Nec, ut soles, dabis iocos…”. Con queste parole di P. Aelius Hadrianus si aprono il romanzo della Yourcenar e il monologo ottimamente recitato dalla Femiano, attrice di spessore sempre calata in ruoli preziosi di teatro classico e contemporaneo. La donna racconta con partecipazione, con dolore la senescenza, l’avvicinarsi della morte del suo imperatore, uomo dalle nobili gesta, di grande intelletto.

Di sconvolgente attualità, il testo consente un’ampia riflessione sull’umana natura, la sua decadenza, la grandezza della mente di contro la finitudine del corpo, la capacità di farsi da sé e il fato, implacabile. La grandezza di Adriano, le sue riflessioni e previsioni di futuro gli fecero attribuire una natura divina, ma egli fu grande proprio nella sua umanità. “Mi sentivo responsabile della bellezza del mondo”- affermava, insaziabile amante dell’arte, viaggiatore, organizzatore della vita pubblica, uomo del proprio tempo e insieme moderno nel porsi domande, nella curiosità intellettuale, nell’apertura mentale. L’emozione non finisce con lo spettacolo. Nella basilica la cooperativa produzione e lavoro Iron Angels espone i suoi bei lavori realizzati in materiali poveri, frutto di un percorso formativo diretto da Riccardo Dalisi. Cooperative attivissime di giovani restituiscono un quartiere alla propria storia, ai cittadini, attraverso l’arte, attraverso un teatro diretto con passione da Mario Gelardi in perfetta osmosi con il territorio.

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