Un premio ai migliori del teatro italiano

Un premio ai migliori del teatro italiano

Giuliana Lojodice

Giuliana Lojodice

Hanno parlato di passione, emozione, magia del teatro i vincitori del Premio Le Maschere del Teatro Italiano 2014 nella serata di premiazione che si è svolta venerdì 5 settembre al Teatro di San Carlo di Napoli.

Presenti tutti i finalisti sul palcoscenico, accanto a Tullio Solenghi, conduttore storico della manifestazione giunta alla sua decima edizione, per la quarta volta a Napoli, promossa dalla Fondazione Canpania dei festival in collaborazione con l’Agis. Il Premio, creato undici fa da Luca De Fusco e Maurizio Giammusso, designa ogni anno i rappresentanti di dodici categorie dello spettacolo. Una commissione nazionale presieduta da Gianni Letta (e composta da Luigi Grispello, presidente Fondazione Campania dei Festival, Caterina Miraglia, Fondazione Campania dei Festival, Giancarlo Leone, Direttore Rai Uno, Carlo Fontana, presidente Agis, Giulio Baffi, critico la Repubblica Napoli, Marco Bernardi, direttore Teatro Stabile di Bolzano, Maricla Boggio, drammaturgo, Emilia Costantini, critico Corriere della Sera, Masolino D’Amico, critico La Stampa, Maria Rosaria Gianni, Caporedattore Cultura TG1, Enrico Groppali, critico Il Giornale, Massimo Monaci, direttore Teatro Eliseo, Andrea Porcheddu, critico di linkiesta.it) seleziona le terne dei finalisti che poi vengono votate per posta da una giuria popolare di circa 800 persone tra giornalisti e addetti ai lavori.

Hanno ricevuto la statuetta d’argento, rappresentante un Pulcinella:

migliore spettacolo Le sorelle Macaluso di Emma Dante; migliore regia Antonio e Cleopatra di Luca De Fusco; migliore attore protagonista Pierfrancesco Favino per Servo per due; migliore attrice protagonista Elisabetta Pozzi per Agamennone, Tonino Taiuti migliore attore non protagonista per Circo Equestre Sgueglia; Lino Musella migliore attore emergente per La società; Alessandro Preziosi migliore interprete di monologo per Cyrano sulla luna; Zaira De Vincentiis miglior costumista per Antonio e Cleopatra; Maurizio Balò migliore scenografo per Antonio e Cleopatra; Ariella Reggio, migliore attrice non protagonista per Boeing Boeing; Simone Cristicchi e Valter Sivilotti migliori autori di musiche per Magazzino 18; Gianni Clementi miglior autore di novità italiane per Lo Sfascio.

La serata si è svolta all’insegna della leggerezza, condotta con il solito pungente brio da Tullio Solenghi, che ha immaginato il nostro futuro fra cento anni, scherzando sulla politica, gli umori, le speranze, i personaggi presenti e non. E’ stato più volte ricordato Eduardo De Filippo, al quale, nel trentennale della morte, sono dedicati manifestazioni, spettacoli ed eventi.

Entusiasti gli artisti prescelti, tra cui cinque napoletani a rappresentare ‘la capitale del teatro’, come Napoli è stata ancora una volta definita. Arte, talento, creatività, che si rinnovano nei secoli in ogni categoria dalla recitazione, alla sartoria, alla scenografia. “Napoli sta vivendo un nuovo rinascimento culturale”, ha detto Solenghi, ricordando lo storico spettacolo “Masaniello”, interpretato da Mariano Rigillo quaranta anni fa.

Anche quest’anno è stato assegnato il Premio speciale del Presidente della Giuria che è andato a una signora del teatro italiano, Giuliana Lojodice. Tra la gioia e l’emozione, l’attrice, compagna di scena e di vita dell’indimenticato Aroldo Tieri, ha raccontato un po’ del tempo passato, quando non c’era crisi e una compagnia rappresentava fino a cinque spettacoli all’anno. Ringraziando la Città, ha annunciato che tornerà a Napoli la prossima stagione teatrale, dopo dieci anni, con “La professione della signora Warren”, diretto da Giancarlo Sepe. E ha chiuso il suo intervento recitando “Lettera amirosa” di Salvatore Di Giacomo.

L’annuale Premio Graziella Lonardi Buontempo è andato alla Fondazione Pordenonelegge.

In chiusura l’Orchestrina da ripostiglio, con un divertente brano musicale.

La serata è stata trasmessa in differita alle 23,00 su Rai Uno.

 

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