Accattivante Mirandolina

Nancy Brilli in scena

Nancy Brilli in scena

Una versione moderna ma molto goldoniana questa Locandiera di Giuseppe Marini, in scena al teatro Acacia di Napoli, che alleggerisce il testo rendendolo asciutto ma efficace e trasforma Ortensia in un trans, toccando un tema attuale e dibattuto. La modernità dell’allestimento non tradisce l’intento dell’autore poiché la morale si evidenzia in tutto il suo valore: senza amore la vita perde colore, pur se sulla scena di colore ce n’è tanto. Gli splendidi costumi di Nicoletta Ercole sono caratterizzanti della psicologia del personaggio: il Marchese di Forlipopoli, che ha perso le sue fortune, veste di un verde non sfarzoso, mentre il conte di Albafiorita attraverso tinte sgargianti e accostamenti azzardati sbandiera la sua ricchezza; il Cavaliere di Ripafratta, restio a innamorarsi, ha un abbigliamento scuro e impenetrabile, mentre Ortensia finisce col mostrarsi senza pudore. L’amore viene sfiorato e mai raggiunto dalla stessa Mirandolina che, giocando con i sentimenti dei suoi corteggiatori, decide di non cedere ai sentimenti e di mantenersi fiera nel suo ruolo di donna indipendente, sposando Fabrizio il cameriere, uomo della sua stessa classe sociale. Ben definiscono gli ambienti le belle scene girevoli di Alessandro Chiti, formate da specchi su uno sfondo bianco.

Un ruolo perfetto per la bella e seducente Nancy Brilli (a teatro dopo qualche anno), che veste i panni di Mirandolina con piglio deciso e accattivante, rendendola simpatica pur se chiusa nella sua corazza ben espressa dal corsetto che toglie il respiro. Una commedia divertente in cui si ride molto grazie alla bravura degli interpreti che ben circondano la protagonista (Fabio Bussotti, Giuseppe Marini, Maximilian Nisi, Fabio Fusco, Andrea Paolotti). Sulla scia dell’asciuttezza, arriva inaspettato il finale, sia alla fine del primo atto che a chiusura di spettacolo, tanto da tardare l’applauso.

Share