Addio a Peter O’Toole

Addio a Peter O’Toole

Due note immagini di Peter O Toole

Due note immagini
di Peter O Toole

Di Peter O’Toole si racconta che all’inizio della sua avventura teatrale, giovane e promettente interprete shakespeariano del prestigioso Old Vic di Londra, avesse turbato i sogni di molte spettatrici. Alto (circa un metro e novanta), elegante, occhi blu intensi tipici della gente d’Irlanda, l’attore non tardò molto a diventare una star del piccolo e grande schermo, sfiorando l’Oscar ben otto volte nella sua lunga carriera. Nel 2012 ci fu l’addio alle scene, “senza lacrime e tanta gratitudine”, come ebbe a raccontare. Il 14 dicembre 2013 l’estremo saluto, a 81 anni, al Wellington Hospital di Londra dove era ricoverato.

Fino alla fine, non si rifiutò mai di rispondere a chi gli chiedeva di parlare ancora e ancora del suo memorabile Lawrence d’Arabia. “Come non potrei – raccontò in un’intervista qualche anno fa – se penso che quel film è stato la pietra di paragone di tutte le cose eccellenti della mia storia cinematografica, e ha cambiato completamente la mia vita?“. Sì, perché nonostante gli oltre novanta titoli all’attivo, è senza dubbio il kolossal di David Lean del 1962 il film al quale il volto di ‘O Toole è legato indissolubilmente. Nei panni dell’ufficiale dell’esercito britannico che aveva combattuto con le tribù arabe durante la rivolta del 1916-1918 contro il dominio imperiale turco, l’attore restituì con vigore il ritratto di un uomo dalla “insolenza velata e formidabile per il suo coraggio, il dolore, la vanità e il fanatismo”. Nel corso degli anni, furono molti i ruoli con cui O’Toole si misurò: ad esempio un marinaio in Lord Jim, un abile truffatore in Come rubare un milione di dollari e vivere felici (accanto a Audrey Hepburn), un maestro di scuola (Goodbye, Mr. Chips), un regista (The Stunt Man), il re d’Inghilterra Enrico II (in Becket e Il leone d’inverno), un istitutore (ne L’ultimo imperatore di Bernardo Bertolucci). Ma nessuno dei suoi personaggi riuscì più a uguagliare la potenza iconica di Lawrence, che finì per diventare croce e delizia della carriera dell’attore britannico.

Peter O'Toole

Peter O’Toole

Gran bevitore, si complicò la vita con i problemi di alcol. Tuttavia, non conobbe mai vera sosta la storia professionale di Peter O’Toole, coronata dall’Oscar alla carriera nel 2003. Sul palco, alla cerimonia degli Academy Awards, l’attore espresse insieme gioia e sottile rammarico, ritirando dalle mani di una commossa Meryl Streep il premio tanto ambito ma non conquistato per una performance. “Son rimasto sempre una damigella d’onore, mai una sposa. – disse – Ora che ho il mio Oscar, però, lo terrò sempre con me, finché morte non ci separi”.

 

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