Addio alla Fracci, eterna fanciulla danzante

Addio alla Fracci, eterna fanciulla danzante

84 anni vissuti danzando: si è spenta a Milano, sua città natale, Carla Fracci, una delle più grandi ballerine del Novecento, icona di bravura, perfezione e grazia. Di umili origini, raccontava orgogliosa: “sono cresciuta tra i contadini, nelle campagne vicino Cremona, libera, tra molti affetti e necessità concrete. E proprio lì, ben piantate nella terra, ci sono le mie radici”.

Subito dopo la Seconda guerra mondiale entra a far parte della Scuola del Teatro alla Scala. Ha fatto parte del corpo di ballo del London Festival Ballet, del Sadler’s Wells Ballet (oggi Royal Ballet), dello Stuttgart Ballet e del Royal Swedish Ballet, ed è stata artista ospite dell’American Ballet Theatre. Ha ballato con tutti i principali danzatori, da Rudolf Nureyev (suo insegnante e poi affiatato partner) a Erik Bruhn, da Mikhail Baryshnikov a Gheorghe Iancu, da Vladimir Vasiliev a Henning Kronstam, da Amedeo Amodio a Roberto Bolle che dice di lei: “aveva una luce che altre non avevano ed era una grande attrice e per questo la sua Giselle è immortale”.

Tanti i ruoli dei celebri balletti di repertorio che ha interpretato magicamente: Aurora, Gelsomina, Swanilda, Giulietta, Sylphide. L’ “eterna fanciulla danzante”, come la definì il poeta Eugenio Montale, ha lavorato con i più grandi coreografi:Cranko, Dell’Ara, Rodrigues, Nureyev, Butler, Béjart, Tetley.Tra i tanti riconoscimenti nella sua lunga carriera, il premio del Senato che le è stato conferito lo scorso anno. Molti dei suoi lavori sono stati realizzati in collaborazione con il marito, il regista Beppe Menegatti, dal quale ha avuto il figlio Francesco.

Carla Fracci al Teatro San Carlo di Napoli nella foto di Maresa Galli

La Signora della danza ha portato in scena il repertorio classico ed opere contemporanee, quali Medea, Concerto barocco, Les demoiselles de la nuit, Il gabbiano, Pelléas et Mélisande, Il fiore di pietra. Negli anni ‘80 partecipa come attrice ad una produzione televisiva sulla vita di Giuseppe Verdi ricoprendo il ruolo di Giuseppina Strepponi, soprano e seconda moglie del compositore. Verso la fine del decennio riceve l’incarico di dirigere il Corpo di Ballo del Teatro San Carlo di Napoli.

Per festeggiare gli 80 anni, nel 2016, sceglie proprio il Lirico partenopeo dove aveva debuttato nel 1969. Il Massimo le dedica l’evento “La Musa della danza, auguri Carla!”. Dopo il San Carlo, nel ’96 passa alla direzione del Corpo di Ballo dell’Arena di Verona. Nel 2000 ricopre il ruolo di direttrice del Corpo di Ballo all’Opera di Roma dove rimane per dieci anni. La Fracci è fantastica insegnante per le generazioni future alle quali lascia l’immenso esempio che la danza è fatica, lavoro costante, tenacia, forza d’animo, oltre che passione bruciante. La fortuna si costruisce, come amava dire l’étoile che ha stregato il mondo intero e che ha saputo costruire, passo dopo passo, giorno dopo giorno, la sua luminosa carriera.

 

 

 

 

 

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