Affascina Zenobia in Palmira

Affascina Zenobia in Palmira

Una scena

Una scena

Fino al 27 maggio, al Teatrino di Corte di Napoli, si potrà assistere a un nuovo allestimento del Teatro di San Carlo di Napoli, Zenobia in Palmira, un omaggio a Giovanni Paisiello (1740 – 1816) del quale ricorrono duecento anni dalla morte.

Dramma per musica in due atti del compositore tarantino su libretto del Signor Abate D. Gaetano Sertor, si basa sulla revisione critica dall’autografo a cura di Ivano Caiazza. L’opera si avvale della regia di Riccardo Canessa,direzione d’Orchestra di Francesco Ommassini; le videoproiezioni sono a cura di Alfredo Troisi e le luci di Mario D’Angiò.A lungo applaudito l’intero cast con Leonardo Cortellazzi nei panni dell’imperatore Aureliano, Rosanna Savoia in quello di Zenobia, Regina de’ Palmireni, Tonia Lagella e Sonia Ciani nelle vesti di Pubblia, figlia dell’Imperator Galli, Rosa Bove e Angelo Bonazzoli si alternano nel ruolo di Oraspe, generale de’ Palmireni, e Blagoj Nocoski interpreta Licinio, tribuno militare e confidente d’Aureliano; alcembalo Riccardo Fiorentino. Giusta, classica la regia di Canessa che attua un’operazione filologica di queste bella e poco rappresentata opera del ‘700. Lo spartito di Paisiello– afferma il regista – contiene già indicazioni sceniche precise e accurate, anche con dovizia di particolari molto interessanti, che ho cercato di seguire alla lettera, come pure l’uso rigoroso di costumi d’epoca. La mia lettura registica ha l’intenzione di privilegiare una proposta musicale praticamente inedita, puntando anche sull’integrazione con l’atmosfera creata da quel gioiello architettonico del Teatrino di Corte. Con i cantanti, tutti giovani e molto bravi, si è creato un perfetto gioco di squadra”.

La prima assoluta di Zenobia in Palmira andò in scena il 30 maggio 1790 al Real Teatro di San Carlo “festeggiandosi il glorioso nome di Ferdinando IV”. Opera barocca, con un deus ex machina, si contraddistingue per l’eleganza della partitura e per la nitida caratterizzazione dei personaggi. Paisiello ammette gli elementi tecnici del “bel canto” trasformandoli in espressivi, creando una drammaticità nobile, incisiva.

Alla prima, al centro della sala campeggiava una sedia vuota che il Comune di Napoli e il Teatro di San Carlo hanno dedicano all’archeologo siriano Khaled al-Asaad (Palmira 1932 – Palmira 18 agosto 2015), già direttore, per più di quant’anni del sito archeologico di Palmira, considerato dall’UNESCO patrimonio dell’umanità, ucciso dai militanti Isis il 18 agosto 2015.

Sabato 21 maggio, alle ore 12.30, il San Carlo, al Memus, museo e archivio storico del Teatro, inaugura la mostra Giovanni Paisiello al San Carlo.

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