Al Bellini il ritorno di Jennifer

Al Bellini il ritorno di Jennifer

Il Teatro Bellini di Napoli inaugura la stagione con un classico contemporaneo: Le Cinque Rose di Jennifer di Annibale Ruccello. Dal 25 ottobre al 10 novembre 2019, saranno in scena Daniele Russo nei panni di Jennifer, e Sergio Del Prete, nel ruolo di Anna, diretti da Gabriele Russo.

Nuova versione, dunque, del celebre testo dell’autore stabile, definito dal regista “una pietra miliare del teatro, un testo che quanto più lo si legge e approfondisce tanto più ti penetra, ti entra nell’immaginario, si cristallizza nei pensieri e si deposita nell’inconscio”. E spiega così la decisione di riproporlo al pubblico nella sua interpretazione. “Scriviamo su di noi attraverso Ruccello. – spiega Gabriele Russo, che continua il suo percorso nell’opera di grandi scrittori e drammaturghi – Per farlo, ci atteniamo alle rigide regole e alle precise indicazioni che ci dà l’autore stesso, cercando di attraversare, analizzare, capire sera per sera, replica dopo replica un testo strutturalmente perfetto, che delinea un personaggio così pieno di vita che pare ribellarsi alla mano di una regia che vuole piegarlo alla propria personalissima visione. Non è un testo su cui sovrascrivere ma in cui scavare, per tirare fuori sottotesti, possibilità, suggestioni, dubbi. Ad esempio, Anna, il travestito che va a trovarla a casa, chi è? Una proiezione di Jennifer? Il suo inconscio? L’assassino del quartiere?”.

Jennifer è un travestito romantico che abita in una zona popolare della Napoli degli anni Ottanta. Chiuso in casa per aspettare la telefonata di Franco, l’ingegnere di Genova di cui è innamorato, gli dedica continuamente Se perdo te di Patty Pravo alla radio che, intanto, trasmette frequenti aggiornamenti sul serial killer che in quelle ore uccide i travestiti.

In questa messinscena, Anna è presente sul palco tutto il tempo dello spettacolo, osserva Jennifer dall’esterno, si aggira come uno spettro intorno alla casa (l’isola) su cui Jennifer galleggia e vive la sua intimità. È il suo specchio. I temi della solitudine e dell’emarginazione appartengono al protagonista ma anche alla città. “Jennifer si traveste, come un attore, come Napoli. Jennifer si trasforma, come un attore, come Napoli. È fragile, come un attore, come Napoli”.

Le scene sono di Lucia Imperato, i costumi di Chiara Aversano, il disegno luci Salvatore Palladino, progetto sonoro di Alessio Foglia.

 

 

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