Amleto l’intramontabile

alessandro preziosi

Dopo Paolo Rossi, presente a Napoli, in un’unica tappa, al teatro Diana (fino al 25) arriva un altro beniamino del pubblico: Alessandro Preziosi. L’attore si cimenta con Shalkespeare in Amleto, nella traduzione di Eugenio Montale, la riduzione e l’adattamento di Armando Pugliese, che lo dirige.

Affianca Preziosi una compagnia di giovani e meno giovani.

Se parti da un dubbio arriverai ad una certezza.– dice il regista – Assunto baconiano che può servire da premessa ad una realizzazione dell’ Amleto.

Quale contributo può una regia che non sia meramente esecutiva dare all’approfondimento di questo testo shakespeariano., cercando di evitare le giacche e le cravatte come paravento di un ipotetica modernità?

Noi ci proviamo cercando di evidenziare il “gap culturale” che separa Amleto e i suoi colleghi di studio (Orazio, Rosencranz, Guildestern) a Vittemberg da una corte danese tacciata da crapule e bagordi, ed ancora di sottolineare che “il dubbio Amletico” non è tanto un ondeggiamento dell’animo, quanto piuttosto la necessità di far corrispondere la vendetta alla certezza della giustizia, e che il motore che spinge l’evolversi della tragedia è una strenua ed affascinante lotta per il potere, negato al protagonista non tanto dall’uccisione del padre quanto dall’aver impalmato da parte dell’assassino, lo zio Claudio, la legittima detentrice di quello stesso potere, sua madre”.

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