Antica sinfonia di martelli

Antica sinfonia di martelli

Antonio Carosella, nel suo mirabile saggio “Sinfonia di martelli” si è immerso in un’armonia di sensazioni, di percezioni, di suoni, di battiti, di immagini, raccontando l’antico mestiere dei calderai. Assaporare l’antico… Il passato è prezioso, è come un fiume sotterraneo che si nasconde in grotte e caverne, e percorre cunicoli misteriosi e affascinanti da scoprire. Le acque scompaiono nel sottosuolo, ma anche dopo molto tempo tornano in superficie. E c’è chi da speleologo incuriosito e attento, si riappropria di luoghi velati, di voci e meraviglie che altri non scorgono più. E tutto riappare magicamente all’improvviso.

E sì, Antonio, chirurgo traumatologo a Firenze, è nato nel Molise ad Agnone, città d’arte e di suoni antichi, e con poesia e ardore è innamorato delle sue radici e non riesce a scrollarsi di dosso quella “polvere di rame” che ha respirato fin dall’infanzia. Passato e presente si fondono in un unico palpito, in una sola essenza. Nel periodo estivo, si trasformava con regolare paghetta, in apprendista fonditore alla “ramiera”, dove lavorava il padre Michele e dove, nella casa attigua, tutta la sua famiglia, per tre mesi, si trasferiva. Molti pomeriggi invernali invece li trascorreva nella bottega del nonno. Sia il nonno materno, Giuseppe (Di Cicco), che quello paterno, Vincenzo, sono stati artigiani calderai per tutta la vita. Il padre, fonditore per quasi quarant’anni alla ramiera dei Cerimele di San Quirico, partì dal paese con la famiglia, nel 1971. L’opificio chiuse definitivamente. Michele operò in seguito, fino all’anno duemila, nella fonderia artistica “Bendi” di Pistoia, città dove la tradizione della lavorazione del rame era molto viva.

I calderai di Agnone, artisti ricchi di talento, che hanno lasciato tracce indelebili della loro laboriosità, sembra vederli nel racconto di Carosella, intenti, dentro o fuori la bottega, a dar vita a conche, paioli, tine,…a riempire di vibrazioni di martelli le stradine del borgo, quasi in dialogo amoroso con i rintocchi delle campane di Agnone, per scandire insieme lo scorrere del tempo, lento e colmo di valore allora.

Pagine che riportano un’ attenta e vasta ricerca storica, ambientale, sociale, economica, l’esame minuzioso di ogni tecnica e processo di lavorazione del rame, originali attinenze letterarie, la descrizione di un mestiere tramandato di padre in figlio, così intriso di profumi, suoni, colori, un’alchimia magica e un incanto, che non possono appartenere solo alla memoria.

Calderaio, artigiano senza eredi si legge nel sottotitolo, amara considerazione. I battiti del rame si sono spenti, affievoliti, colpa della guerra, dell’emigrazione, del progresso…ma le tradizioni non muoiono, si trasformano forse, chissà. La forte vitalità del passato, è un monito perché “la sinfonia di martelli” continui. La memoria nulla cancella, e l’annotare di Antonio Carosella, che scrive con la mente e con il cuore, ne è un luminoso esempio.

 

Antonio Carosella

Sinfonia di martelli

Lucia Pugliese editore, 2019

Pagine 128

Prezzo euro 15,00

 

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