Bartleby nel salotto Santanelli

Bartleby nel salotto Santanelli

Un racconto prezioso nella storia della letteratura del ‘900, anticipatore di temi kafkiani, che ha avuto migliaia di interpretazioni, studi, articoli (la cosiddetta “Bartleby Industry”), film e adattamenti teatrali a rappresentarlo: Bartleby lo scrivano (“Bartleby, the Scrivener: A Story of Wall Street”) è il testo scritto da Herman Melville nel 1853. Nel 1851 l’Autore aveva composto il capolavoro “Moby Dick”.

Nel Salotto di Casa Santanelli, Enzo Salomone darà ancora voce e corpo a Bartleby. Lo spettacolo si sviluppa come una sequenza narrativo-musicale, in cui la voce dell’attore si intreccia con l’elegante e appropriata scelta di musiche registrate e di live electronics. Sabato 18 maggio, alle ore 20.30 a Napoli, nell’ambito de “Il Teatro cerca Casa”, Enzo Salomone torna a grande richiesta con il suo imperdibile reading teatralizzato.

Chi è, o meglio, cosa rappresenta Bartleby nel ricco mondo del creatore di “Moby Dick”? Bartleby è enigmatico scrivano assunto, suo malgrado, nella spietata e affarista New York del 1853, culla del capitalismo in ascesa. L’umile ma dignitoso scrivano fa da contraltare all’avvocato (io narrante) che lo assume nel suo studio di Wall Street. Non piace Bartleby (e non può piacere) agli altri due impiegati, squallido, disarmante, ossessivo nel suo ripetere mantricamente la gentile ma irrevocabile espressione: “I would prefer not to”… preferirei di no, alle pur gentili e legittime richieste del datore di lavoro. Gli fa da contraltare un avvocato gentile, comprensivo, a tratti affascinato dallo strano personaggio che pure è onesto, preciso, sempre presente ma ostinato nel suo rifiuto costante di qualsivoglia iniziativa. Chiuso in una solitudine terribile, nella povertà, in un mondo altro, è “resiliente”, fino all’autoanullamento, alla brutale, cieca logica del profitto che non ha più nulla di umano. Bartleby alberga in tutti noi, nell’Io profondo, è alter ego melvilliano e risposta spiazzante, anarchica, alla sopraffazione e all’individualismo, mostro che divora regni. Favolosa la componente metafisica del romanzo di formazione, profetico e illuminante, che regala alti momenti poetici.

Davvero bravo Salomone che restituisce “un’orchestra di voci e di suoni che rasenta la strip, la striscia, del profondo racconto di Melville”, per dirla con Santanelli che nel Salotto offre sempre stimolanti spunti di riflessione e di dibattito. Un lavoro imperdibile.

 

INFO

Per assistere allo spettacolo è necessaria la prenotazione chiamando al 3343347090 – 3470963808 – 081 5782460, oppure attraverso il sito www.ilteatrocercacasa.it. A chi prenota verrà comunicato l’indirizzo del luogo che ospita lo spettacolo.

 

Enzo Salomone nella foto di Piero Previti

Share