Basile al tempo d’oggi

Basile al tempo d’oggi

Nuovo momento culturale forte a cura di Mariano Bauduin e “The Beggars’ Theatre” – Il teatro dei mendicanti, che omaggia il “Pentamerone” di Giambattista Basile con lo spettacolo Lo cunto de li cuntinella città di Napoli durante la terribile pandemia dell’a.d. 2020.

A partire dal 14 marzo 2020, ogni sera, alle 20.30, il “Cunto” propone video racconti sui canali Facebook, Instagram e Youtube del The Beggars’ Theatre e sulla pagina Facebook dell’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli. Mercoledì 15 aprile, il progetto digitale del Teatro dei Mendicanti ospita il soprano Carmen Giannattasio, straordinaria “cuntista”. Indimenticabile la sua interpretazione di “Tosca”, capolavoro pucciniano diretto da Edoardo De Angelis, per la direzione di Donato Renzetti, con le magnifiche scene di Mimmo Paladino, al Teatro di San Carlo, lo scorso mese di gennaio – brillante apertura di Stagione. Il soprano, considerata, dal quotidiano del Regno Unito “The Daily Telegraph”, “the most talented of the younger Italian sopranos”, (“la più talentuosa tra i giovani soprano italiani”), è di casa nei più importanti teatri del mondo: Metropolitan Opera, Royal Opera House, Teatro alla Scala, La Monnaie di Bruxelles, Kungliga Operan di Stoccolma, Staatsoper di Vienna, Teatro Colon  di Buenos Aires, l’Opera di Stato di Berlino, Wiener Staatsoper, Bolshoi. Spazia con disinvolta eleganza nei più intensi ruoli del teatro lirico, da Violetta ne “La Traviata” per la regia di Ferzan Özpetek, che l’ha definita “di prima classe… focosa e sensuale”, a Leonora ne “Il Trovatore”, nella produzione di David McVicar, da Liù in “Turandot”, a Desdemona in “Otello”, da Alice Ford in “Falstaff” a Margherita nel “Mefistofele” di Boito, da “Elisabetta” nella Maria Stuarda di Donizetti ad Amelia in “Un ballo in maschera”. La sua duttilità, padronanza tecnica, colore ed espressione drammatica raggiungono il cuore del pubblico. Del progetto con Bauduin dice: “Io e Mariano ci conosciamo da quando abbiamo collaborato al Teatro San Carlo nel 2015, per la sua regia della “Turandot”, ripresa da quella di De Simone del 2008. È stato amore artistico a prima vista, è stato da subito molto bello e interessante lavorare con lui. Grazie a quell’incontro poi ho saputo di tutta la sua attività, tutto ciò che fa oltre l’opera, conoscendo così anche il “The Beggars’ Theatre”. Quando ci siamo sentiti, in questi giorni così particolari, mi ha subito colpito il suo progetto dedicato al “Cunto de li Cunti”. Quindi, nonostante non sia proprio il mio campo, poiché parlare il napoletano barocco è davvero difficile, ho deciso di cimentarmi. Ci abbiamo lavorato insieme, lui mi ha incoraggiata e seguita nella realizzazione. La fiaba che racconterò, l’ultima della terza giornata dal titolo “Le tre fate”, mi piace molto. Mi sono appassionata tantissimo”.

L’idea di coinvolgere un’artista come Carmen Giannattasio che proviene da un altro mondo, vale a dire quello dell’opera lirica – spiega Bauduin – si basa sulla grande capacità che Carmen ha di non limitare la sua arte al semplice cantare. Lei è un’interprete a tutti gli effetti, che pensa quando imposta un personaggio, che attiva un pensiero drammaturgico quando è in scena. Infatti con lei, quando abbiamo lavorato alla Turandot, il lavoro sul personaggio di Liù prese spunto proprio dall’impostazione da “mille e una notte”, quindi l’aspetto fiabesco dell’opera di Puccini. Quindi, come nelle fiabe persiane, così mi è sembrato interessante coinvolgerla nelle nostre fiabe campane, tanto più essendo lei un’artista campana”. Meraviglie dei social, unica interazione possibile e vitale nell’epoca del lockdown che non può fare a meno di condividere grande arte, balsamo per la mente.

 

La foto è di Alessandro Sarno

 

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