Bisbetica Anni Venti

Una scena

Una scena

Io amo far divertire gli spettatori, farli emozionare, ridere. Per questo amo tutto Shakespeare le cui opere, come la vita, sono una combinazione fantastica di divino e caos”. E’ quanto afferma Andrej Konchalovskij, il grande regista russo che ambienta la Bisbetica domata di Shakespeare negli anni del fascismo, con un’incantevole atmosfera dechirichiana nelle architetture metafisiche impreziosite da manifesti futuristi. Già presentato al San Ferdinando la scorsa stagione al Napoli Teatro Festival Italia, il bel lavoro approda al Mercadante di Napoli. La storia è arcifamosa, e dal ritmo serrato delle battute, dai bonari intrighi, dall’intreccio di passioni e inganni scaturisce il divertimento senza tempo per un’opera immortale del Bardo sempre rinnovata. Molto bravi gli interpreti, Mascia Musy, splendida Caterina imbizzarrita e viziata ma pronta a farsi (apparentemente) dominare dal signore e marito, un ottimo Federico Vanni nei panni di Petruccio. Bravi anche Adriano Braidotti, Biondello, il servo di Lucenzio, Vittorio Ciorcalo, Battista, il padre della bisbetica, Carlo Di Maio, Ortensio, che fa il verso al duce con il fez e gli atteggiamenti burberi, Giuseppe Rispoli, nei ruoli di Gremio, Giuseppe, un sarto, Selene Gandini, Bianca, sorella di Caterina. Tra deliziosi travestimenti stile vaudeville, elementi della commedia dell’arte, frangette e acconciature anni Venti e variopinti costumi di Zaira De Vincentiis che trasformano Petruccio in una maschera senza tempo, il testo si dipana sulle note di “Parlami d’amore Mariù”, canzonette al grammofono e scatenato charleston nel finale corale. Grande inventiva del regista che ha trasformato ma non stravolto lo spirito shakespeariano avvalendosi di un ottimo cast.

 

 

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