Cannes: delusa l’Italia

Si è conclusa da pochi giorni la 64esima edizione del Festival di Cannes, ma non senza polemiche: la Palma d’oro, come da pronostico, è andata al regista statunitense Terrence Malick per il film The Tree of Life; dunque, ha trionfato la pellicola che ha diviso pubblico e critica. A ritirare il premio, assegnato dalla giuria presieduta da Robert De Niro, non è stato lo stesso Malick, notoriamente schivo e poco incline a rilasciare interviste o a partecipare a cerimonie, bensì il produttore Bill Pohlad.

Per quanto riguarda gli altri premi, il regista danese Nicolas Winding Refn si è aggiudicato il premio alla regia con il film Drive. Quello per la migliore attrice è andato all’americana Kirsten Dunst, protagonista del film Melancholia di Lars von Trier, il regista danese espulso dal festival a causa delle sue dichiarazioni filonaziste. Il premio per il miglior attore è stato assegnato al francese Jean Dujardin, interprete del film muto e in bianco e nero, The Artist di Michel Hazanavicius. Il Gran Premio della Giuria, infine, è andato ex aequo ai fratelli Dardenne per Il ragazzo con la bicicletta e al regista turco Ceylan per la pellicola Once upon a time in Anatolia.

Grande delusione invece per l’Italia, che se ne va dal festival a mani vuote. La commozione di Nanni Moretti per l’accoglienza calorosa dimostrata dai francesi al suo Habemus Papam, e i dieci minuti di applausi dopo la proiezione dell’opera di Paolo Sorrentino, This Must be the Place, avevano fatto ben sperare. Fino a qualche ora prima della cerimonia di premiazione, sembrava ci fosse la possibilità di una Palma a Michel Piccoli per la sua interpretazione nel film di Moretti o a Sean Penn, protagonista della prima pellicola americana di Sorrentino. Rimane, tuttavia, il successo che il cinema italiano ha riscosso. In particolare, Habemus Papam verrà distribuito in ben trentasei paesi.

Chiara Ricci

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