Čechov e il sentimento legato all’infanzia

Čechov e il sentimento legato all’infanzia

Al Teatro Bellini di Napoli, dal 24 al 29 maggio 2022, va in scena Il giardino dei ciliegi di Anton Pavolovič Čechov. Uno spettacolo di Alessandro Serra che ne ha curato regia, drammaturgia, scene, luci e costumi.

Il giardino dei ciliegi si apre e si chiude in una stanza speciale,
ancora oggi chiamata stanza dei bambini. Tra poco arriveranno i padroni, hanno viaggiato molto, vissuto e dissipato la loro vita.
Bambini invecchiati che tornano a casa.
Tuttavia – spiega il regista – il sentimento che pervade l’opera non ha a che fare con la nostalgia o i rimpianti ma con qualcosa di indissolubilmente legato all’infanzia. Alessandro Serra asseconda l’ambiguità dell’opera (nata come commedia e divenuta dramma) con una regia dall’architettura scenica e sonora particolare.

Andrea Bartolomeo e Arianna Aloi

I dodici attori si muovono su una scena minimalista e restituiscono il sentimento che pervade l’opera, che il regista definisce come «qualcosa di indissolubilmente legato all’infanzia. Un valzerino allegro in una commedia intessuta di morte. Comicità garbata, mai esibita, perfetto contrappunto in un’opera spietata e poetica. I personaggi ridono e si commuovono spesso, il che non significa che si debba piangere davvero, è piuttosto uno stato d’animo, scrive Čechov in una lettera, che deve trasformarsi subito dopo in allegria».

Interpretano lo spettacolo: Arianna Aloi (Duniaša), Andrea Bartolomeo (Jaša), Massimiliano Donato (Epichodov), Chiara Michelini (Carlotta), Felice Montervino (Trofimov), Paolo Musio (Gaiev), Massimiliano Poli (Simeonov-Piščik), Miriam Russo (Varja), Paola Senatore (Anja), Marco Sgrosso (Lopachin), Valentina Sperlì (Ljubov’), Bruno Stori (Firs).

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