Chiara Tortorelli

Chiara Tortorelli

Chiara Tortorelli ha appena pubblicato il suo nuovo libro, “Storia pettegola di Napoli. Chiacchiere. Voci e dicerie, dalle passeggiate di Sartre e De Beauvoir alle seduzioni del cinema”, per Newton Compton Editori. Editor presso la casa editrice Homo Scrivens, è giornalista e autrice di narrativa e di teatro.

Ai lettori di NT racconta la sua bella storia che unisce personaggi napoletani o legati a Napoli, spaccati di vita vissuta, luoghi e ritrovi storici della città testimonianze di cultura e di arte uniche al mondo.

Oltre che narrare legami tra personaggi illustri mostra anche la vita che si svolgeva da Napoli nella quale si rifugiavano personaggi napoletani e non che hanno dato e ricevuto linfa dalla città, come Benedetto Croce, Marinetti e i Futuristi, Lenuccia, Sartre e De Beauvoir, Totò e Maradona… Come ha scelto questa rosa di nomi celebri?

“Sì, ho cercato di raccontare anche la storia del giornalismo italiano, di ciò che era agli albori, quando si univa alla narrazione e alla letteratura. Il personaggio di Matilde è emblematico. Grande scrittrice, grande giornalista… In un’epoca precedente alla società dei consumi in cui il giornalismo era indagine storica, sociologica e culturale”.

In un capitolo racconta il triangolo d’amore tra Matilde Serao, Eduardo Scarfoglio e Gabrielle Bessard, storia di donne forti ma anche storia del giornalismo italiano.

“Volevo narrare il Novecento a Napoli e ho fatto una necessaria cernita cercando di delineare quei personaggi che nei vari ambiti hanno “disegnato” la città, l’hanno colorata delle loro storie e della loro umanità. Ho cercato vicende di cuore e di emozioni che potessero raccontare una città che d’amore è sempre vissuta. Che ha il potere di accendere i sentimenti”.

Lei cura una rubrica di rapporti sentimentali con delicata leggerezza: come si ridisegnano i rapporti interpersonali e sentimentali oggi alla luce di distanziamenti, paura e pandemia?

“Viviamo un’epoca di passaggio dove siamo costretti a ricreare gli spazi delle relazioni o forse, mi piace pensarla in questo modo, a fare una cernita dei rapporti autentici, quelli che vale davvero la pena vivere. In un’epoca come quella che stiamo attraversando di distanziamenti e paure, si fanno scelte diverse, si privilegiano le relazioni essenziali e si sfrondano quei rapporti di convenienza, non necessari. Credo che per molti questi due anni hanno segnato uno spartiacque. Prima ci si incontrava per gossip, per stordirsi tra un aperitivo e un altro… Ma spesso non incontravamo davvero l’altro, si incontravano i ruoli sociali, le maschere. Oggi si incontrano molto più facilmente le persone sulla base di un’amicizia vera o di un sentimento realmente condiviso. Questa è indubbiamente una ricchezza”.

 

 

 

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