Claudia Mirra

Claudia Mirra

Il 16 marzo 2023 il Teatro Diana di Napoli compirà novant’anni. Un traguardo notevole, ma soprattutto perché la sala diretta da Lucio Mirra è l’unico ad essere stato sempre a conduzione familiare. Quattro generazioni di appassionati, capaci di guidare l’impresa in ogni settore. Fondato da Giovanni De Gaudio, papà dell’indimenticata Mariolina, poi sposata Mirra, la sala vomerese non ha smesso di raccogliere consensi e successi. Biglietto d’oro assegnato dall’Agis per anni, migliaia di abbonati, continua “restando sempre al passo dei tempi”, come dice Claudia Mirra, che con i fratelli Guglielmo e Giampiero, i nipoti e la figlia, continua il percorso decennale.

Claudia, che cosa state preparando per questo eccezionale traguardo?

“Un grande evento nel quale presenteremo una mostra di parte del ricchissimo archivio che stiamo rivedendo. Non è facile selezionare, ma saremo costretti a farlo, scegliendo le immagini più rappresentative, locandine rare, con Totò, i De Filippo e tanti altri. Vorremmo realizzare l’evento con l’apertura della prossima stagione”.

Da quest’anno dirigete anche il cinema teatro Acacia. Com’è nata questa nuova avventura?

“Dopo una lunga trattativa condotta da Guglielmo, abbiamo pensato di offrire un altro panorama al pubblico. L’apertura con i film di Sorrentino e Rubini è stata molto positiva, ma il programma è già ricco e prevede, tra l’altro, quattro proposte teatrali”.

Un’altra sala vomerese. Non c’è il rischio che il pubblico sia lo stesso?

Il cinema-Teatro Acacia (foto diFelice De Martino)

“C’è tanto desiderio di spettacolo dal vivo e stiamo molto attenti alle richieste degli spettatori. Per la prosa abbiamo offerto infatti titoli diversi, ci saranno i beniamini come Casagrande, Biagio Izzo; Gabriele Lavia ha già riscosso successo, come la Danieli e la De Sio, ma avremo eventi musicali come i concerti di Uto Ughi e Bruno Canino. Una programmazione un po’ diversa, quindi, che seguirà i gusti del pubblico. Per ora lo stiamo testando”.

Lo spettacolo dal vivo è insostituibile, come dice lei, ma qualche volta avete anche voi utilizzato il web. Che cosa pensa di fare per il futuro?

“Useremo ancora la tecnologia ma solo per alcune sezioni, cominciando con la vendita dei biglietti, alla quale anche gli anziani son ormai abituati. Caricheremo la Mostra dei novant’anni del Diana e aggiungeremo in streaming qualche spettacolo delle scorse stagioni, per catturare il pubblico giovane che, ci auguriamo, poi verrà in sala. L’Acacia sarà uno spazio polifunzionale che offrirà teatro, musica, jazz, danza ed altro ancora”.

Una locandina in archivio

In nove decenni di vita la famiglia Mirra ha trovato dunque la formula vincente.

“Il teatro è in continua evoluzione, ci sono nuovi interessi, nuove leve da lanciare. La collaborazione con il teatro Nest, per esempio, è una di queste proposte. Abbiamo l’occhio attento e non restiamo ancorati a vecchi stereotipi”.

(La famiglia Mirra  nella foto di Felice De Martino)

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