Corto, ma solo nella durata

anoipiacecorto_testataChe siano cartoni animati, documentari, episodi tratti da un film, video clip musicali o piccole produzioni indipendenti, sempre di cortometraggi si tratta: pellicole dalla durata non superiore ai 30 minuti circa. Se si riflette su questo aspetto, dunque, non è difficile coglierne l’importanza storica: in effetti, è come se il cinema fosse nato con il corto e viceversa. Basti pensare agli albori dell’ottava musa, quando – nel 1895- i fratelli Lumière proiettarono il loro primo film, L’uscita dalle fabbriche Lumière, che non arrivava neanche a un minuto di durata. Eppure, una volta che le grandi produzioni hollywoodiane si sono imposte sul mercato globale, la realizzazione di corti ha subito una fase di stasi creativa; ma, già a partire dagli anni Ottanta, l’istituzione di festival e concorsi a essi riservati ha portato a una loro completa rivalutazione. Per sua stessa natura, il cortometraggio – a differenza dei film veri e propri- non comporta costi particolarmente elevati, e la scelta di fare ricorso a una produzione indipendente ne è una diretta conseguenza. Infatti, nella maggior parte dei casi, i corti o sono autoprodotti dagli stessi registi oppure vengono finanziati da privati o istituzioni locali (come le “film commission”); aspetto, questo, da non sottovalutare: innanzitutto permette di dare spazio a cineasti esordienti, che diversamente non avrebbero modo di esprimersi perché impossibilitati ad operare all’interno del circuito delle majors, e in secondo luogo consente al regista di dare libero sfogo al proprio estro creativo, senza limitazioni da parte della casa di produzione. Ecco perché, il più delle volte, il cortometraggio diventa garanzia di sperimentazione e originalità.

A fronte del recente recupero del corto come forma d’arte autonoma, numerosi sono stati in Italia i programmi televisivi a esso dedicati: da “Corto5”, un tempo in onda su Canale 5 a “Screensaver” trasmesso su Rai 3, e da “La 25esima ora – il cinema espanso” programma di La7 a “Corti in rete” una rubrica del TGr. Esempi di trasmissioni che continuano a mantenere un impegno costante nella promozione del cortometraggio, sono essenzialmente due: uno è “Fuori orario – cose (mai) viste” storico programma- curato dal critico cinematografico Enrico Ghezzi- che va in onda di notte su Rai3, e che si occupa di pellicole solitamente escluse dai palinsesti tradizionali; l’altro è “A noi piace corto” appuntamento settimanale del canale Studio Universal, disponibile sul digitale terrestre. Tuttavia, per la sua immediatezza, rimane comunque il web la principale fonte cui attingere per la visione di corti, sia italiani che stranieri.

 

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