Da Bach a Napoli, l’omaggio di Noa

Da Bach a Napoli, l’omaggio di Noa

Letters to Bach è il titolo del nuovo album di Noa, realizzato con l’inseparabile Gil Dor e prodotto da Quincy Jones. La celebre artista ha regalato un concerto raffinato, elegante e coinvolgente al pubblico del Noisy Fest, all’Arena Flegrea, il 24 luglio 2019.

Uscito il 15 marzo scorso per Believe International e prodotto dal mitico Quincy Jones, l’album è composto da undici brani strumentali di Johann Sebastian Bach corredati di suoi testi in inglese ispirati a temi che toccano la sfera personale e, insieme, universale.

Noa torna a Napoli a distanza di sette anni dal suo ultimo concerto al teatro di San Carlo, con un spettacolo inedito, “Letters to Bach from Napoli”, con un una scaletta creata ad hoc per l’occasione, grazie ai virtuosi Solis String Quartet, l’ensemble d’archi già al suo fianco in diversi progetti. Con lei in scena Gil Dor, storico collaboratore, chitarrista e arrangiatore, con il quale la cantante israeliana ha pubblicato 15 album e si è esibita nei luoghi più prestigiosi del mondo. Cresciuta artisticamente sotto la guida di Pat Metheny e Quincy Jones, ha condiviso il palco con autentici miti, da Stevie Wonder a Sting. Strenua sostenitrice del dialogo e della convivenza tra i popoli, è giustamente definita la “voce della pace”.

Durante il raffinato live l’artista intercala piccole perle di saggezza, leggendo in italiano i suoi pensieri sul nuovo album, sulla vita, sul suo amore per Bach, alle sue più note canzoni e a quelle nuove. Incantevoli melismi su “Fenesta vascia”, “Era de maggio”, “Santa Lucia” (“siamo tutti migranti”), per poi esaltare il ritmo con “Alla festa di Mastandrea”, “Tammurriata nera” e armonie jazz e blues. Non poteva mancare “Beautiful That Way”, di Nicola Piovani, colonna sonora del film “La vita è bella” di Roberto Benigni.

Noa, con la sua incantevole, estesa e duttile voce, intercala versi in inglese, ebraico e yemenita. “Ho ascoltato molto i brani di Bach – racconta – e alla fine ho scelto quelli che ho ritenuto più importanti”. Dodici lettere tra le quali spiccano “Invention #1”, che racconta di uno scambio di messaggi Whatsapp col marito, il pediatra Asher Bayar, “Oh Mama Dear (Enea’s song)”, dedicata alla figlia Enea, “adolescente, regina di Instagram”. Dedica la sua musica al coraggio delle donne che mai rinunciano, con la loro saggezza, a ricucire la pace. “Bach – spiega – è un grandissimo costruttore di ponti e a me creare ponti piace tantissimo. Parlava diverse lingue. Come comunicava prima di Whatsapp? – scherza l’artista che conclude – Ascoltare la sua musica mi fa credere in Dio”.

Un lavoro elegante, difficile vocalmente per armonie barocche tessute per grande agilità vocale, da togliere il fiato. Cantautrice, poetessa, compositrice, percussionista, Noa intercala il canto e il suono delle percussioni che accompagnano il suo viaggio sonoro nelle emozioni. Il concerto chiude con l’ “Ave Maria” di Bach/Gounod e con l’augurio di shalom. “Ho fatto del mio meglio per glorificare la musica”, spiega al pubblico e sicuramente ci riesce ogni volta che va in scena, con talento e umiltà: le doti dei grandi.

Non poteva mancare, dopo il grande concerto, il firmacopie e le foto scattate con i fan e con amici venuti ad ascoltarla a Napoli. Gentile, sorridente, mai stanca di diffondere il suo messaggio di dialogo e di abbracciare il prossimo.

 

(La foto è di Lory Moretto)

 

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