Da Shakespeare alla tragedia contemporanea

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Nell’ambito del consueto appuntamento con Doppio Sogno, la rassegna di teatro cinema musica, promossa dal Teatro Galleria Toledo di Napoli, che si svolgerà a Villa Pignatelli, dal 16 luglio al 4 agosto, questo il programma cinematografico di 14 film + 2, intitolato Da William Shakespeare alla tragedia contemporanea.

lunedì 18 luglio
L’ultima tempesta (Prospero’s Books) ­ Peter Greenaway  1991 (UK)

martedì  19 luglio
Addio fratello crudele – Giuseppe Patroni Griffi 1971 (Ita)

sabato  23  luglio
This is England ­ Shane Meadows ­ 2006 – (UK)

domenica 24 luglio
Lo stato  delle cose (Der Stand der Dingen) ­ Wim Wenders  ­1981 (BRD/Por)

martedì  26 luglio
π ­ Il teorema  del delirio (π Pi) Darren Aronofsky – 1998 (USA)

mercoledì 27 luglio
Il Servo (The Servant)­ James Losey – 1963 (UK)

giovedì’ 28 luglio
Il trono di sangue  (Kumonosu-­jō) Akira Kurosawa 1957 (Jap)

venerdì  29 luglio
Jubilee ­Derek Jarman 1978 (UK)

sabato  30 luglio
Giulio Cesare (Julius Caesar) ­ Joseph Mankiewicz 1953 (USA)

domenica 31 luglio
Old Boy (Oldeuboi) ­ Park Chan Wook ­ 2003 (Kor)

lunedì 1 agosto
Eraserhead – La mente che cancella (Eraserhead ) David Lynch 1977 – (Usa)

martedì  2 agosto
Festen ­ Thomas Vinterberg ­ 1998 (KR)

mercoledì 3 agosto
Lettere  di uno sconosciuto (Gui Lai) ­ Zhang Yimou ­ 2014 (Cn)
a seguire
Hamlet goes Business (Hamlet liikemaailmassa) ­ Aki Kaurismaki 1987 (Fin)

giovedì 4 agosto
Eyes Wide Shut ­ Stanley Kubrik ­1999 (Usa)
a seguire
Il padre (The Cut) Fatih Akin  2014 ­(Ger)

 

Alcuni titoli, legati all’opera di William Shakespeare, sono riportati dal palcoscenico allo schermo per celebrare il quattrocentenario della morte dell’Autore attraverso la rilettura di registi di distinto valore.
Da Peter Greenaway de L’Ultima Tempesta, a Akira Kurosawa de Il trono di sangue, si aggiungono Aki Kaurismaki di Hamlet Goes Business (versione in lingua inglese, sottotitolata in inglese) e il classico Giulio Cesare di Joseph L. Mankiewicz, con la spettacolare  interpretazione  di Marlon Brando. Porta un passo più avanti verso il tempo post elisabettiano il film di Giuseppe Patroni Griffi Addio Fratello Crudele, ispirato a una celebre opera di John Ford. Ancora trae cultura dal Regno Unito il cinema di alcuni registi “neoelisabettiani” di classe novecentesca: James Losey con Il servo su sceneggiatura di Harold Pinter; il manifesto punk di Derek Jarman, Jubilee; il lungometraggio This is England di Shane Meadows, già oggetto di cult tra le nuove generazioni di movimento.
La ricerca di una riflessione che aiuti a comprendere la sostanza del tragico si affaccia quindi su altri paesi e altre cinematografie, non meno classiche nella storia del grande cinema: Lo stato delle cose del primo Wim Wenders; l’ultimo Stanley Kubrik di Eyes Wide Shut; Festen del danese Thomas Vinteberg (Dogma ’95).
Portano lo sguardo su squarci di realtà che sconfinano nella pura allucinazione π – Pi greco Il teorema del delirio di Darren Aronofsky, Eraserhead di David Lynch, Old Boy di Park Chan Wook. In chiusura, la selezione continua a svelare il volto che si occulta sotto la maschera tragica dell’eroe moderno, nel contributo del dettato poetico di Zhang Yimou in Lettere di uno sconosciuto e nella visione politica del regista berlinese di origine turca Fatih Akin, sulle tracce del genocidio armeno in Il padre (The Cut).

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