Danilo Rea, omaggio a De Andrè

Danilo Rea, omaggio a De Andrè

Un’altra data elegante per Il Napoli Jazz Winter ideato da Michele Solipano: l’omaggio per piano solo di Danilo Rea a Fabrizio De Andrè, scomparso l’11 gennaio del 1999, esattamente 20 anni fa, è nello stile personale, unico del celebre pianista. Al pubblico del Teatro Acacia di Napoli il musicista rivela: “Ci sono cresciuto con le canzoni di De Andrè, Battisti, dei Beatles. L’occasione di questo tributo me la diede Dori Ghezzi, dopo aver ascoltato la mia versione de “La canzone di Marinella”. Così, dodici anni fa, mi recai da lei in Sardegna. Poi la registrai con Mina, nel suo studio di Lugano. Purtroppo non ho conosciuto De Andrè ma la sua musica mi ha accompagnato in questi anni. Quelle che ascoltate sono improvvisazioni su temi a me cari”.

Nel 2010, l’artista registra, dal vivo, l’album “A Tribute to Fabrizio de André”. Il concerto è un vibrante, caldissimo abbraccio della melodia di Faber e del fine jazzismo di Rea che inframmezza Chopin e “La canzone di Marinella”, “Ah che sarà”, la versione di Fossati di “Oh que sera” di Chico Buarque De Hollanda ed altre autentiche poesie del vasto canzoniere di De Andrè, armonicamente ricco, poeticamente insuperabile. Il pubblico si emoziona sulle note di “Don Raffaè”, la “Canzone dell’amore perduto”, “Via del campo”, “La ballata dell’amore cieco”, “Carlo Martello”, “Bocca di rosa”, “Il Pescatore”. Fantastici gli arrangiamenti inediti, che cesellano jazz, classica, pop d’autore, celebri blues e ballad e persino l’arditezza di “Guerre stellari”, perfetta nella tessitura preziosa di note e improvvisazioni del virtuoso Rea. Cesella i brani con favolose dinamiche frutto di grande preparazione e libertà creativa, grande intensità e passione con aperture al contemporaneo. Nel suo richiestissimo bis regala una soave “And I love Her” dei Beatles, altri suoi compagni di viaggio, inframmezzata da “Over the Rainbow” che evoca Judy Garland, musica da sogno. Non importa se “leggera”, classica o jazz: ciò che conta è l’emozione che scaturisce dalla sublime interpretazione di Danilo Rea, uno dei più brillanti pianisti. Le sue meravigliose “fughe” dalle partiture sono splendido omaggio al grande canzoniere di De Andrè. Le sue mani volano sulla tastiera, dipingendo un tessuto armonico che trascina il pubblico in un mondo nel quale esiste una sola dimensione: la musica.

Eclettico, sempre ispirato, Rea ha suonato al fianco di grandi musicisti quali Chet Baker, Lee Konitz, Kenny Wheeler, John Scofield, Joe Lovano. Ha fatto parte di gruppi storici e collaborato a progetti musicali dalla cifra unica e preziosa, dal New Perigeo (il cui fondatore è Giovanni Tommaso) al Trio di Roma (con Enzo Pietropaoli e Roberto Gatto) a Lingomania (il gruppo guidato da Maurizio Giammarco) fino ai favolosi Doctor 3 (con Enzo Pietropaoli e Fabrizio Sferra). In Italia suona al fianco di Claudio Baglioni, Fiorella Mannoia, Pino Daniele, Gino Paoli e altri big, accompagnando anche reading di celebri autori e attori. Spazia dal pop al “Lirico” (cd omaggio alla grande tradizione operistica in chiave jazz), passando per Johann Sebastian Bach (con Ramin Bahrami registra l’album “Bach is in the air”). La sua ricchezza, la sua cifra riconoscibile, elegante, emoziona sempre il pubblico dei concerti che ascolta in religioso silenzio un autentico Maestro.

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