Danza, favole e parole

Danza, favole e parole

Simona Perrella  (foto Ottaiano)

Simona Perrella
(foto Ottaiano)

Inizia l’11 settembre la sesta edizione di Stazioni d’emergenza la rassegna nazionale “per nuove creatività”, promossa dal teatro Galleria Toledo di Napoli. “Ci auguriamo – commenta Laura Angiulli, direttrice artistica dello Stabile d’Innovazione – che i lavori di queste giovani formazioni possano offrire occasione d’osservazione, per nuovi segni e modalità operative nella messinscena”. Si esibiranno fino al 30 settembre alcune realtà teatrali, nazionali e internazionali, di maggiore risalto e interesse nel campo della sperimentazione e della ricerca. Otto compagnie, scelte tra oltre cento proposte, presenteranno lavori non solo di parola, alcuni gruppi, infatti, ricercano spunti drammaturgici attraverso i linguaggi del movimento corporeo, oltrepassando i confini della messa in scena strettamente teatrale. “Vogliamo essere osservatorio e motore d’indagine su quanto di nuovo viene realizzato. – conclude l’Angiulli – In questi termini “Stazioni d’Emergenza” si rappresenta quale utile occasione di confronto e visibilità per i gruppi prescelti”.

Il cartellone si apre con le prove sceniche delle tre realtà di residenza campana. L’11 e il 12 settembre si esibirà Simona Perrella con Manomissioni, coreografia vincitrice del Bando “Coreografi in Movimento”edizione 2013, il progetto di mobilità degli artisti proposto da Movimento Danzadi Gabriella Stazio. Il programma prosegue il 13 e il 14 con il gruppo italo-francese di Tullia Conte, che propone “San Tarantella – la danza è la nostra preghiera”, un progetto di teatro antropologico tra danza e ricerca delle tradizioni. Poi, ancora una produzione napoletana: “Troilo e Cressida – storia tragicomica di eroi e buffoni” (15 e 16) nella trascrizione teatrale di Alessandro Paschitto, che rielabora la tragedia greca attraverso la lezione shakespeariana, per la regia di Mario Autore e Eduardo Di Pietro. Seguiranno i gruppi stranieri di diversa provenienza. Anna Serlenga con “Mouvma! Nous, qui avons encore 25 ans” (17 e 18), dal testo di Ronan Cheneau: la marginalità delle banlieu parigine attraverso l’interpretazione pasoliniana di tre attori tunisini. “Andersen 2014 – fiabe che non sono favole” (20 e 21) per la regia di Emanuela Ponzano su testo originale di Serena Grandicelli e Matteo Festa. La crudezza di una contemporaneità avvertita sempre più povera di azione creativa e immaginazione. “Madame Bovary” (23 e 24), nella visione di Luciano Colavero, “è donna in cerca del senso dell’esistenza, ed esorcizza la miseria del fallimento attraverso i veleni del desiderio compulsivo del possesso”. Chiude il 29 e 30 settembre, “Padroni delle nostre vite” di Ture Magro, pièce di teatro d’impegno civile, che mette in scena la vera storia di Pino Masciari, un imprenditore calabrese che si oppone alle richieste estorsive e sfidò il muro di omertà di ‘ndranghetisti e politici.

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