Diritto alla libertà

Diritto alla libertà

Prima assoluta al Teatro Sannazaro di Napoli, il 9 luglio 2019 di Bartleby lo scrivano, di Francesco Niccolini, liberamente ispirato al racconto di Herman Melville, per la regia di Emanuele Gamba. Con Leo Gullotta, Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci. Il lavoro recupera ricordi di tre figli di italiani immigrati negli anni ’50 e ’60; le loro origini, le regioni di provenienza, i costumi, le lingue e la cucina erano diversi, ma quando arrivavano in Svizzera, erano per tutti “gli italiani”.

Un ufficio. A Wall Street o in qualunque altra parte del mondo. È una giornata qualunque nello studio di un avvocato, un uomo buono, gentile, così anonimo che non ne conosciamo nemmeno il nome. Ogni giorno scorre identico, noioso e paziente, secondo le regole di un moto perpetuo beatamente burocratico, ovvero: meccanico e insensato. L’ufficio è spoglio, le pareti alte e grigie. Anche le finestre sono alte e irraggiungibili. Tutto si ripete come in uno di quegli orologi per turisti che si trovano nelle piazze della città antiche: il tempo viene scandito da un balletto senza senso, ma soprattutto senza inizio e senza fine. In questo ufficio popolato da una curiosa umanità – due impiegati che si odiano fra di loro e cercano di rubarsi l’un l’altro preziosi centimetri della scrivania che condividono, una segretaria civettuola che si fa corteggiare a turno da entrambi ma che spasima per il datore di lavoro, e una donna delle pulizie molto attiva e fin troppo invadente – un giorno, viene assunto un nuovo scrivano.

Forse Bartleby è principalmente questo, – spiega il regista – un seme che eroicamente, pervicacemente grida sottovoce il proprio diritto alla scelta e alla libertà e si fa filo d’erba in mezzo al cemento, contro tutto, ma per tutti”.

 

 

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