Eduardo e Luca De Filippo: grande magia

Luca De Filippo in scena

Luca De Filippo in scena

Apre la stagione del teatro Bellini di Napoli La grande magia, l’opera eduardiana del primo dopoguerra tra le meno rappresentate, messa in scena da Eduardo e da Strehler, fa parte del gruppo di commedie “Cantata dei giorni dispari”. Nata nel ’48, contesto storico affine a quello di “Napoli milionaria!”, “Filumena Marturano” e “Le voci di dentro”, la Magia “lascia spazio all’introspezione e all’amara disillusione sulla possibilità di assistere, in Italia, ad un reale cambiamento. La speranza di un’inversione di tendenza è venuta meno; all’individuo non resta che cullarsi nell’illusione che tutto vada bene. Una scelta valida, utile a sopravvivere, ma perdente, nel privato come nel pubblico”, spiega Luca De Filippo, che cura la regia dello spettacolo e ritaglia per sé, amabilmente, il ruolo del mago. La storia ha luogo in un grande albergo di una località termale dove si esibisce Otto Marvuglia, “professore di scienze occulte, celebre illusionista” che possiede il “terzo occhio” e fa sparire Marta, la moglie di Calogero Di Spelta ossessionato dalla gelosia nei confronti della bella moglie. Marta organizza il trucco della sua sparizione durante lo spettacolo per fuggire con l’amante. Marvuglia convince Calogero che in realtà la moglie è rimasta chiusa in una scatola e che aprirla significherebbe accettare la realtà del tradimento e della fuga. Calogero ha fede oppure no? La scatola è un’illusione o è più reale del reale? Torna in Eduardo l’assurdo pirandelliano, il suo intricato gioco di illusioni/finzioni e autoinganni – è meno doloroso per la mente ormai troppo provata (ma è follia o solo disillusione?) credere che la moglie, che dopo quattro anni torna a casa, sia innamorata e chiusa nella scatola magica anziché perduta. Torna anche il metateatro, espediente che sostiene l’amara riflessione e che aiuta a dipanare una storia vera, poetica e amara come la vita. La Magia ci ricorda quanto il tempo sia solo una convenzione (in realtà siamo noi stessi), quanto il gioco si trasformi in crudele realtà (il canarino non scompare dalla gabbia ma viene schiacciato sul fondo ad ogni numero magico…), quanto sia costato ad un marito diventare indifferente, assente, recuperare la fede quando è troppo tardi per aprire la scatola delle illusioni. Bravo e affiatato il cast nel quale spiccano Carolina Rosi (Zaira, moglie di Marvuglia), Massimo De Matteo, Nicola Di Pinto, Gianni Cannavacciuolo. Belle le scene e i costumi di Raimonda Gaetani, le luci di Stefano Stacchini. Repliche, imperdibili, fino al 3 novembre.

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