Elicantropo, stagione 2015/2016

Elicantropo, stagione 2015/2016

Il cielo di Palestina, una scena

Il cielo di Palestina, una scena

A vent’anni dalla nascita, il teatro Elicantropo di Napoli festeggia aprendo la stagione 2015-2016 con lo stesso spettacolo che lo inaugurò: “La confessione” di Walter Manfré, in scena dal 22 ottobre. “Ricordo gli inizi – dice Carlo Cerciello emozionato – quando sistemavamo la moquette e lo spazio. Non pensavamo che sarebbe scoppiato il fenomeno Elicantropo”.

Senza essere celebrativo, il direttore della piccola sala ai Girolamini, centro di formazione, vetrina per attori affermati e nuove leve, rievoca il periodo, i nomi, le battaglie culturali e dedica quest’anno al suo maestro, Gennaro Vitiello.

Prima del cartellone, Cerciello che curerà solo la messinscena del più che mai attuale “Il cielo di Palestina” (con Omar Suleiman, Imma Villa e gli allievi del Laboratorio), presenta le altre iniziative: il progetto per Franco Quadri “Panta Quadri”, promosso con l’Associazione Ubu, una pubblicazione che comprende interviste, testimonianze, riflessione critica, inquadramento storico. La mostra permanente “Elicantroscatti 20 anni”, con le opere dei fotografi Andrea Falasconi, Enrico Grieco, Orfeo Soldati, che hanno seguito tutta l’attività. La piccola biblioteca teatrale. Il Laboratorio Permanente, scuola triennale con seminari e incontri con esperti.

La nostra idea di base – continua il regista – è lo stretto rapporto con la realtà che ci circonda. Siamo cresciuti con le nostre forze e continuiamo a farlo, nonostante si cerchi in tutti i modi di cancellare il Teatro”.

4.48 Psychosis, una scena (foto di Pino Le Pera)

4.48 Psychosis, una scena
(foto di Pino Le Pera)

Lo spirito “barricadero” dell’Elicantropo ha prodotto una stagione fatta di memorie, ritorni, volontà di esserci. “C’è grande voglia da parte degli artisti di venire a Napoli, – precisa – perché, nonostante tutto, resta il centro del teatro mondiale, per la forza d’urto che abbiamo”.

In risposta allo “spettacolificio”, che sembra essere l’unico interesse del nuovo decreto legislativo, l’Elicantropo (escluso da anni dai finanziamenti) propone diciotto spettacoli fino a maggio 2016. “Viviamo un paradosso – commenta Cerciello – da una parte ci cancellano, dall’altra vinciamo il Premio della Critica”. E, con attenzione ai classici rivisitati, alla drammaturgia contemporanea e alla valorizzazione dei nuovi talenti, sceglie autori come Testori, Santanelli (“La Venere dei terremoti”, diretto e interpretato da Roberto Azzurro), Tiziano Scarpa (“Groppi d’amore nella scuraglia”), Shakespeare, Hugo (“Condannato a Morte The Punk Version”, scritto e diretto da Davide Sacco e Stefano Mascagni), Sarah Kane (“4:48 Psychosis”, con Elena Arvigo), Letizia Russo, Daniela Marazita. Un debuttante d’età è Antonio Ferrante, che dopo anni di laboratori sale in scena da protagonista di “Conversazione con la morte” di Giovanni Testori.

In programma ancora, Antonella Morea che propone la sua Gabriella Ferri in “…Io la canto così”, mentre si celebra un altro grande, Giorgio Gaber, “Il grigio”, con Antonio Piccolo. Seguono: “Il catalogo”, di Angela Di Maso, Aldo Di Martino con “Macbeth/La poltrona” di Aniello Nigro, regia di Monica Maiorino. A maggio conclude “Dell’amore e dei segreti”, liberamente ispirato a “La Scuola dei Buffoni” di Michel De Ghelderode, diretto da Antonio Iavazzo.

La proposta si arricchisce con la danza e la rassegna-Festival di Teatro Politico “Sensibili al potere”, alla sua decima edizione.

 

Share