Elicantropo, stagione 2022/2023

Elicantropo, stagione 2022/2023

Il Teatro Elicantropo di Napoli svolta e pensa al futuro. Sono, infatti, due le importanti novità della stagione 2022/2023. Innanzitutto la sinergia con la Fondazione De Filippo di Napoli che ha voluto condividere e sostenere l’idea di Carlo Cerciello, direttore artistico della piccola sala partenopea, di “attivare il teatro” dopo gli ultimi anni bui che hanno fermato un po’ tutto. L’istituzione intitolata al nostro grande drammaturgo e diretta da Tommaso De Filippo, ospiterà due giornate di lezioni eduardiane, tenute da Antonio Sinagra e Giuseppe Rocca, che andranno ad arricchire il laboratorio di formazione sempre attivo all’Elicantropo. “Eduardo è uno dei padri che abbiamo dovuto uccidere, – dichiara Cerciello – per andare avanti, ma è giunto il momento di far conoscere la sua opera soprattutto ai giovani”.

Ospiteremo le due giornate, – spiega Francesco Somma – certi che l’opera di Eduardo ci darà forza per trovare nuovi contenuti da esprimere con la grande utopia che è il teatro nella rappresentazione della vita quotidiana. E lo faremo in questa prestigiosa sede, che fu il salotto dell’appartamento di Titina De Filippo, nel quale fu provata per la prima volta Filumena Marturano”. Qui, il Teatro Elicantropo presenta la sua nuova stagione, dedicata ad Antonio Casagrande e “all’amico Gianni Mattioli”, entrambi scomparsi.

Ed ecco la seconda novità: pensando al futuro, ad illustrare il cartellone non è il direttore artistico, ma un suo ex allievo, scelto tra i migliori, che riceve il testimone “del nostro avamposto, – dice Cerciello – che resterà la casa dei giovani che vi si formano. Abbiamo articolato una stagione in cui siano presenti i segni della tragedia antica, – chiarisce Cerciello passando il microfono al giovane erede – che, come messaggi in bottiglia, arrivino a riaprire le nostre coscienze narcotizzate, e, allontanandoci dall’indifferenza e dal cinismo imperanti, ci indichino la strada di un possibile cambiamento etico, sociale e politico”.

Aniello Mallardo, infatti, spiega come si svolgerà la ventisettesima stagione, che si inaugura il 13 ottobre 2022. In scena fino al 30, infatti, FaustIn And Out di Elfriede Jelinek, perla regia di Carlo Cerciello, è il primo dei due spettacoli compresi nel dittico “Peep Tragedy – il tragico dal buco della serratura, realizzato nell’ambito del progetto triennale del Laboratorio Teatrale Permanente del Teatro Elicantropo. La Jelinek prende in prestito la figura di Margherita, dall’Urfaust di Goethe, per parlare della tragedia realmente accaduta a Elisabeth Fritzl, segregata dal suo stesso padre per ventiquattro anni e costretta a un rapporto incestuoso che porterà alla nascita di sette figli.

Una scena di “Città in blues”

Giovedì 17 novembre, debutta La catena di Giacomo Di Niro, regia di Stefano Sarcinelli. Una donna, un uomo, la voce di una radio e una catena. “Ribaltiamo laprospettiva del femminicidio”, spiegano.

da giovedì 24, 14 Wo(Man) di e diretto da Paolo Vanacore, con Carmen Di Marzo. Il testo è ispirato alla storia vera di una psicopatica assassina seriale inglese.

Da giovedì 1 dicembre 2022, con Peppe Celentano, Gabriella Cerino (che lodirige), Chiara Vitiello, L’inserzione di Natalia Ginzburg. Uno spaccato del mondo femminile, con tutte le sue debolezze, contrapposto a quello maschile.

Giovedì 8 dicembre, Il bambino con la bicicletta rossa, liberamente ispirato al ‘caso Lavorini’ di e diretto da Giovanni Meola. Il primo rapimento di un minore finito tragicamente.

Dal 15 al 18 dicembre, Quel “copione” di Shakespeare, ideato, interpretato e diretto da Vittorio Viviani, che rilegge e commenta le novelle italiane da cui Shakespeare ha tratto molte delle sue opere, dimostrando che il grande bardo è un “copione”, appunto, e conosceva bene i nostri novellieri dal Bandello a Giovanni Fiorentino.

Vittorio Viviani in scena

Dal 5 al 15 gennaio 2023, sarà in scena La nuova tonaca di Dio di Jo Clifford. Il monologo squarcia il velo d’illusione e menzogna intessuto nel racconto biblico e intenta un processo a Dio. Lavoro sui diversi linguaggi usati da donna, uomo e Dio.

Dal 19 gennaio Alluccamm di e diretto da Luca Pizzurro, con Andrea Fiorillo. Un viaggio nei sentimenti, nelle emozioni, di chi vive in un corpo che non sente adeguato, di chi vorrebbe essere in grado di conoscere la gioia di una maternità, che le è negata. Protagonisti sono due femminielli.

dal 2 al 26, ritorna in scena Cassandra di Christa Wolf, il secondo dei due spettacoli del dittico “peep tragedy”, con Cecilia Lupoli, per la regia di Carlo Cerciello.

Giovedì 2 marzo, Edipus di Giovanni Testori, interpretato e diretto da Silvio Barbiero, è un disperato atto d’amore dell’autore verso il teatro, che testimonia, come pochi, la relazione tra il teatro e la vita.

Dal 16 marzo, Città in blues da Stefano Benni, James Joyce, Cléone e Marcella Vitiello, interpretato e diretto da Marcella Vitiello, una sorta di jam session scenica, per corpo/voce.

Il 23 marzo, Circe – le origini di Alessandra Fallucchi e Marcella Favilla. “Ci sembra di sapere tutto della maga raccontata da Omero, – dicono – eppure esistono un prima e un dopo nella vita di questa figura, uno dei personaggi femminili più fascinosi e complessi della tradizione classica”.

Il 30 marzo, Pazienza ‘81-’83 scritto, diretto e interpretato da Margherita Romeo Messeri. Nonostante la scomparsa prematura nel 1988, non si è smesso di alimentare la fama del più rivoluzionario fumettista del nostro Paese.

Da giovedì 20 aprile, Tender Napalm di Philip Ridley, E’ un testo esplosivo e brutale, che ripercorre il rapporto di un Uomo e di una Donna.

Una scena di “Tender Napalm”

Chiuderà la stagione, la rassegna “Oltre la linea”, percorsi di danza contemporanea e altre arti presentata da Itinerarte da giovedì 27 a sabato 29 aprile 2023, mentre domenica 30, VarcoAttivo & Akerusia Danza presentano Anna Cappelli (CanticOpera Assolo), testo originale di Annibale Ruccello, interpretato e diretto da Patrizia Eger.

“Tentiamo di recuperare il “tragico”, come estrema, inevitabile e indicibile verità della vita. Il tragico che si palesa non solo attraverso le tragedie della esistenza umana, ma anche nel profondo di noi stessi”, conclude Cerciello.

(In copertina “FaustIn And Out” foto di Guglielmo Verrienti)

 

 

 

Share