Elicantropo

“Quattordici anni dopo il nostro spazio è terra sconsacrata,siamo ancora dei piccoli avamposti di sopravvivenza creativa”, afferma Carlo Cerciello, illustrando la nuova stagione del Teatro Elicantropo di Npoli di cui è direttore artistico e manifestando le sue preoccupazioni per il futuro.

“L’importante è andare avanti per difendere con coerenza ciò che facciamo, sentendoci innanzitutto cittadini che hanno una possibilità in più di muoversi in una realtà difficile e nebulosa. Alcuni spettacoli nascono e muoiono, noi faremo in modo di tenerli per alcuni mesi e continueremo il laboratorio permanente che ha dato i suoi frutti per dieci anni”.

Il primo spettacolo “La rivolta degli angeli” tratto dall’omonimo romanzo di Anatole France, che vedrà impegnati proprio i giovani talenti guidati da Cerciello, darà il via alla stagione venerdì 16 ottobre. Quaranta attori per venti spettatori per diffondere un messaggio pacifista.

Dal 16 al 20 dicembre Vesuvioteatro presenta “Fugs generation”- un assalto totale alla Cultura-, racconto rock di Antonio Marfella, di un rock duro al tempo in cui “i ragazzi erano per alcuni una minaccia,per altri una promessa. Era poco prima che diventassero un mercato”.

A seguire dal 7 al 17 gennaio 2010: “Tutto andrà meglio, niente andrà bene (1989)” di Ramona Tripodi, ispirato alla caduta del muro di Berlino. “Giochi di famiglia” (dal 21 al 31 gennaio) di Biljana Srbijanovic, diretto da Massimiliano Rossi, è la storia di quattro bambini della ex Jugoslavia che in realtà sono già adulti. Dal 4 al 21 febbraio Kinesis di Napoli porta in scena “L’Amleto”- ovvero le ragioni di ognuno- di David Corsoni, regia di Roberto Morra, un doppio dramma: il dubbio amletico o quello dell’attore con le sue insicurezze?

In cartellone dal 25 al 28 febbraio uno spettacolo di teatro e danza “Intrecci Paralleli”,coreografie di Elena e Sabrina D’Aguanno, regia di Rosario Liguoro. “Mutu” (dal 18 al 28 marzo) con Aldo Rapè e Nicola Vero, regia di Lauro Versari, affronta la religiosità che anima i mafiosi. Cantieristupore dal primo al 18 aprile dà voce agli “Appunti di un riparatore”, testo e regia di Massimo Maraviglia, tra la sit-com e l’operina lirica, con i giovani dell’Elicantropo. In chiusura dalle memorie di Boniface de Castellane: “L’arte di essere povero”, drammaturgia di Massimiliano Palmese, diretto e interpretato da Roberto Azzurro con due attori del laboratorio, una conferenza spettacolo per raccontare come si possa vivere da poveri con un tocco di classe.

Gli spazi del teatro Elicantropo ospiteranno come di consueto, il quinto Festival del Teatro Civile “Presente Indicativo” (teatro e cronaca raccontano il presente) organizzato da Tina Femiano e Mario Gelardi, dal 4 al 14 marzo, che quest’anno  prevede la presenza di venti scrittori napoletani  alle prese ognuno col proprio monologo.

 

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