Epica in scena

Il manifesto del cantastorie

Dal 3 al 6 maggio al teatro Sancarluccio di Napoli, va in scena Cantastorie persiano: il potere di Zahhak di Aram Ghasemy. Lo spettacolo della regista e attrice iraniana è una messa in scena, in chiave moderna, del teatro tradizionale dei cantastorie iraniani con una delle leggende più importanti del “Libro dei Re” di Ferdousi. “Il “Libro dei Re” (Shah Namah – 1010 d.c.) – spiega l’autrice – è senza dubbio l’opera più importante della letteratura antica persiana, e in Iran non troverete persona, né tra gli intellettuali né tra la gente comune , che non lo conosca. La ragione di questa diffusione a 360 gradi dell’opera di  Ferdousi non è che tutti gli iraniani hanno studiato il “Libro dei Re”, ma si deve alla trasmissione orale dei cantastorie, che portano nei bar tradizionali i classici della letteratura persiana, recitandoli in modo semplice e diretto. La storia che presentiamo è di estrema attualità pur essendo antichissima, e parla del potere nelle sue forme più violente e oscure.

E’ la storia di Zahhak, antico re con due serpenti sulle spalle che si nutrono di sangue umano, ma anche di Freydun che insieme a Kaveh il fabbro guida la rivolta contro l’ingiustizia. Il potere, a cui abbiamo dato forma con le nostre paure e insicurezze, finirà per divorarci, a meno che non riacquistiamo la capacità di ragionare autonomamente e di opporci. Abbiamo deciso di sostituire l’uso tradizionale della pittura con il mezzo moderno del video, evitando i tempi in cui il cantastorie si ferma a bere il tè e a chiacchierare con il pubblico, e sovratitolando lo spettacolo che è in lingua persiana, nella sua forma poetica originale”.

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