Eruzioni… vesuviane

Eruzioni… vesuviane

una scena di Wunderkammer (foto di Saida-Volpe)

Una scena di Wunderkammer
(foto di Saida-Volpe)

La zona Vesuviana si anima di teatro con la programmazione della sesta edizione del Festival Eruzioni a Ercolano. La rassegna diretta da Agostino Riitano propone giovedì 24 novembre nello Stabilimento Valletti di Ercolano (alle ore 20,30 e 22,30) Wunderkammer Soap #4_Edoardo II, diretto da Ricci/Forte. Affermatisi negli ultimi anni, i due autori/registi collezionano reperti di materiale umano, realizzano un cortocircuito tra mito e presente e fanno duellare le anime di Edoardo, Isabella e Gaveston, il loro amore che esplode in coda alle casse dell’Ikea, sotto gli occhi di spettatori che non possono che sentirsi incantati voyeur.

Il cartellone di novembre per l’ultimo week end prevede ancora: venerdì 25 novembre alle 19 a Boscotrecase Maledetti, una performance scritta e interpretata da Salvatore Cantalupo, ispirata a “Teatro Clandestino” di Antonio Neiwiller. Alle 21 la compagnia Teatropersona presenta al Museo Archeologico Virtuale, L’ombra della Sera per la regia di Alessandro Serra. Interpretato da Chiara Michelini, lo spettacolo s’ispira alla vita e all’opera dello scultore e pittore Alberto Giacometti.

Claudia Fabris  (foto di Franco Arminio)

Claudia Fabris
(foto di Franco Arminio)

Sabato 26 novembre alle 19 Claudia Fabris terrà in Corso Vittorio Emanuele a Castellammare di Stabia la performance Nostra signora dei palloncini, di cui è anche autrice. Il lavoro si basa sulle reazioni del pubblico alla presenza della Fabris che “attraversa lo spazio come una visione e a chi le parla, incrociandola per la strada, regala una parola, novella Sibilla metropolitana”.

Alle 21 nel Museo archeologico Virtuale di Ercolano Flavia Mastrella e Antonio Rezza daranno vita a Pitecus, una bizzarra galleria di quadri e di personaggi, interpretati dal corpo di Rezza: Gidio che è chiuso in casa; Fiorenzo, l’uomo limbo; il professor Stella, videodittatore dipendente; un padre logorroico che non si capacita dell’omosessualità del figlio e altri ancora. “Questi personaggi parlano un dialetto frastagliato e tronco. – spiegano – Il quadro di scena è la scenografia mista al costume, ogni storia ha il suo habitat, ogni personaggio un corpetto diverso e mortificato”.

 

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