Fantasy made in Italy

Fantasy made in Italy

Valeria Golino

Valeria Golino

Il Ragazzo invisibile è un film che in Italia non ci si aspetta, per di più nel periodo natalizio dominato dai fantasy stranieri e dalle commedie nostrane. Eppure la sfida è stata lanciata ed è una bella scommessa, in cui la Indigo Film di Nicola Giuliano e il regista Gabriele Salvatores, hanno investito energia e creatività. Un cine-fumetto girato in Italia e soprattutto con attori e maestranze italiane. Anche gli effetti speciali visivi sono per la prima volta made in Italy e non americani. Sono realizzati infatti dalla romana Visualogie.

Nel nostro fantasy d’autore (in sala dal 18 dicembre) c’è ovviamente il classico adolescente alle prese con inaspettati superpoteri, pronto a prenderne consapevolezza per poi affrontare i “cattivi”. Ma non solo, Salvatores ha avuto il pregio di parlare della storia di formazione di “un ragazzino alla scoperta di sé e del suo posto nel mondo, con tutte le sfumature e le introspezioni di un’età difficile e di passaggio come quella dell’adolescenza”, come sottolinea la sceneggiatrice Ludovica Rampoldi.

Michele, il giovane protagonista del film (interpretato dall’esordiente Ludovico Girardello, scelto tra 800 ragazzi ai provini) scopre improvvisamente di possedere il dono dell’invisibilità e dopo una serie di disavventure e situazioni in bilico tra il comico e il poetico (le scene dell’altalena e dello spogliatoio in particolare), sullo sfondo di una Trieste che è terra di frontiera e d’incontro-scontro, riuscirà a gestire il suo potere e a confrontarsi con un passato oscuro che lo reclama a tutti i costi.

Il manifesto del film

Il manifesto del film

I topoi del genere ci sono tutti mentre la sensibilità è tutta italiana, dalle musiche vagamente vivaldiane di Ezio Bosso al gusto citazionista di film horror come “Shining”, “Hannibal” e “Carrie – lo Sguardo di Satana”, fino all’epilogo che sembra quasi riecheggiare quello indimenticabile di “Luci della Città” di Chaplin, in un gioco cinefilo costruito su “quella classica ambiguità che ha da sempre contraddistinto il cinema di Salvatores”, ricorda Valeria Golino, protagonista del film nel ruolo della madre single di Michele, un personaggio per cui dice di essersi ispirata a quello di Toni Collette nel thriller “Il Sesto Senso”.

Una cifra stilistica italiana che purtroppo avrebbe rischiato di smarrirsi quando per ragioni di budget il film stava per essere girato in Irlanda, con Winona Ryder nel ruolo che fin dall’inizio era stato pensato per la Golino. “Sicuramente le risorse sarebbero state maggiori – confida Nicola Giuliano, produttore del film – ma non sarebbe stata più una storia nostra. Siamo riusciti alla fine a portare a casa il film che volevamo fare e in cui credevamo”.

Costato 8 milioni di euro e distribuito in 400 copie in tutta Italia dalla 01 Distribution, “Il ragazzo invisibile” è già stato venduto all’estero e sarà distribuito dalla francese Pathè, che si era già occupata de “La Grande Bellezza”.

Intervista video su:

https://www.youtube.com/watch?v=gXW4EFCxbFw&feature=youtu.be

Share