Feste e ipocrisie

Feste e ipocrisie

In una casa/presepe su cui spiccano delle luci dell’albero, si svolgono le feste natalizie. E la casa di Saverio, vecchio carabiniere in pensione che aspetta con ansia l’arrivo dei figli, sparsi per l’Italia, per celebrare l’annuale ricorrenza. Ha una leggera demenza e tra qualche errore e qualche dimenticanza racconta l’evento dall’aldilà. Sì, perché nella versione teatrale di Parenti serpenti firmata da Luciano Melchionna, non è il bambino ad osservare e riportare la storia come nel celebre film del 1992 di Mario Monicelli. Fuori scena il protagonista (Lello Arena) inizia il racconto invitando a seguirlo. E la vicenda ha inizio. Durante le vacanze natalizie che riuniscono la famiglia, viene fuori tutta l’ipocrisia del rispetto della forzata tradizione. Tra lo scartocciamento del ‘solito’ regalo e la minestra, i giorni trascorrono tra finte gioie e veri rancori, tra litigi e segreti.

La prima scoperta: l’omosessualità di uno dei figli scombussola la famiglia, ma a dare la svolta definitiva alla vicenda è la richiesta di mamma Trieste (una perfetta Giorgia Trasselli) di andare a vivere con uno dei quattro figli, nel paesino d’origine. “Pensateci – invita la donna – riflettete tra di voi, poi ci farete sapere da chi andremo”. Gli attori passano tra gli spettatori recitando mentre si avviano verso il palcoscenico. Qui la cifra registica di Melchionna che, a cominciare dal notissimo evento “Dignità autonome di prostituzione”, ha abbattuto le pareti del luogo-teatro.

Una doccia fredda per tutti, che si accusano, si confrontano, si accapigliano. Uniti, infine, nella decisione. Un ultimo regalo farà comodo ai vecchi genitori in una casa troppo fredda. Sarà uno scoppio finale e la notizia data dalla televisione che svelerà l’attesa decisione: la bombola difettosa di una stufa a gas ha risolto il problema.

Tutti bravi gli interpreti, sopra le righe Lello Arena in una parte di per sé divertente ma amara, che non ha bisogno dei ritmi e delle pause della comicità. In scena anche Raffaele Ausiello, Marika De Chiara, Andrea de Goyzueta, Carla Ferraro, Serena Pisa, Fabrizio Vona. Scene di Roberto Crea, costumi di Milla, musiche a cura di Stag, disegno luci di Salvatore Palladino.

In programma al Teatro Sannazaro di Napoli.

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