Follia omicida di una madre

Follia omicida di una madre

Giuliana De Sio

Giuliana De Sio

Segue lo spirito dell’autore Enrico Maria Lamanna che mette in scena Notturno di donna con ospiti di Annibale Ruccello dal 31 ottobre al 9 novembre al teatro Bellini di Napoli. Un testo tra il dramma, la commedia, il trhiller del drammaturgo stabile andato in scena per la prima volta nel 1983. Ma che ancora sa raccontare i dolori delle moderne società. Accanto alla protagonista Giuliana De Sio, in compagnia un gruppo di noti attori napoletani, alcuni dei quali al loro primo incontro con Ruccello: Gino Curcione, Rosaria De Cicco, Andrea De Venuti, Mimmo Esposito, Luigi Iacuzio.

Scrive il regista: “Il testo propone, ancora una volta, il viaggio che Ruccello aveva intrapreso nel quotidiano attraversato e contaminato dal thriller, nonché il viaggio nel panorama desolato della periferia urbana, dei ghetti degradati, tra le tv locali e le radio libere. Un percorso apparentemente triste, che però viene ravvivato ora da una miscellanea di sentimenti, ora da involontaria comicità.

Una serie di colpi di scena con un occhio al cinema “thrilling”; ma mentre “Le cinque rose” ha come riferimento il cinema di Hitchcock, di Argento, di Polanski, nel “Notturno” domina quello anni ’70, per intendersi di Scorsese e di Kubrik. I canoni sono sempre gli stessi: il luogo isolato, il protagonista barricato all’interno, la minaccia esterna che semina orrore e sgomento fino ad un catartico finale.

L’azione si svolge in una casa a due piani nella periferia di una metropoli: Adriana porta avanti la sua esistenza, nel caldo afoso, tra canzoni e note di un pianoforte, tra televisione ed una terza gravidanza, con un marito, Michele, che lavora di notte e ritorna a casa all’alba. Una sera accade che strani individui, temuti e desiderati da troppo tempo, si introducano in casa. Improvvisamente riaffiorano senza una logica i ricordi, angoscianti fantasmi del passato, che provocheranno in Adriana una reazione atroce, insensata, ma a lei necessaria per fuggire da quella prigione grigia e ossessiva.

Un progetto in definitiva che segna l’ideale ricostruzione del discorso su Ruccello, sulla violenza e modernità delle metropoli”.

Questa la trama: Adriana, ingenua casalinga incinta del terzo figlio, vive nella periferia di un paesino campano insieme al marito Michele, rude metronotte. La sua esistenza scorre lenta e inesorabile tanto da ritrovarsi spesso sola e annoiata; una notte d’estate però, mentre suo marito è al lavoro e Adriana è addormentata davanti al televisore, in casa piomba un’ospite inattesa: una donna spaventata infatti chiede rifugio alla donna in seguito a un’aggressione subita per strada. Dopo averla accolta, Adriana riconosce nell’ospite la sua vecchia compagna di banco Rosanna, donna cinica e priva di tatto. La serata viene maggiormente movimentata dall’arrivo di Arturo, il marito di Rosanna che lei tradisce costantemente; questi comincia a corteggiare spudoratamente Adriana, la quale si ritrova ben presto al centro di una vicenda inimmaginabile, che si complica sempre di più quando al trio si aggiungono Michele e Sandro, ex fidanzato di Adriana appena uscito di galera. La presenza degli ospiti dà modo ad Adriana di riconsiderare la sua vita con occhio critico, esaminando l’infanzia trascorsa con un padre remissivo e una madre opprimente. La folle e imprevedibile nottata lascia pesanti segni nella psiche di Adriana, che presa dalla disperazione e annebbiata dall’alcol, finisce per impazzire e uccidere i figli.

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