Gesti e silenzio per raccontare Beckett

Gesti e silenzio per raccontare Beckett

Dopo il successo all’ultima edizione del Napoli Teatro Festival Italia, venerdì 29 novembre 2019 (fino all’1 dicembre), torna in scena, sul palcoscenico del Nuovo Teatro Sanità di Napoli, lo spettacolo Primo amore – Atto senza parole 1&2, di Samuel Beckett, per la regia di Costantino Raimondi, anche in scena al fianco di Sergio Longobardi.

In Primo amore, testo scritto nel 1946 e rimasto inedito per venticinque anni. Il protagonista è un clochard, che racconta della tomba del padre, del cimitero dove riposa e dell’innamoramento per Lulu. L’opera è un viaggio-ricordo pieno di umorismo disincantato e di avversioni oniriche, che lascia spazio a interventi diretti e imprevisti. Segue la messinscena di Atto senza parole 1, pièce in cui il protagonista tenta ironicamente il suicidio in un spazio neutro, non riuscendoci e sfiorando il tragicomico. L’azione corporea qui rende visibile, l’invisibile.

In Atto senza parole 2, i personaggi A e B sono simili ma opposti: pigro il primo, scrupoloso il secondo. Chiusi entrambi dentro due sacchi ripetono gesti del quotidiano.

«Le opere di Samuel Beckett — spiega Costantino Raimondi — secondo dei criteri imposti dagli eredi, devono rispettare le didascalie e l’integrità letteraria. Non è permesso scenografare, aggiungere musiche e scambiare i sessi dei personaggi. Queste regole, durante il percorso della costruzione di Primo amore – Atto senza parole 1&2, mi hanno fatto scoprire sul palco ancora di più, il fascino e il linguaggio dell’universo beckettiano, ai miei occhi delicato e surreale. Il mio linguaggio parte dal corpo, mezzo che esprime attraverso il gesto, il pensiero e le emozioni, un immaginario collettivo, teatrale e contemporaneo. Lo scopo è recuperare la risonanza lirica attraverso il silenzio, per dare all’interprete voce, peso e densità, con un teatro di maschera e carne, pragmatico e non psicologico»

 

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