Giuffré e i Fantasmi

Carlo Giuffrè in una celebre scena

Si è grati alla magia del teatro che consente di tornare con la memoria a Eduardo, alle sue commedie più rappresentate, alla bravura di Carlo Giuffré regista e protagonista di Questi fantasmi! al teatro Diana di Napoli. La commedia, del ‘46, è stata resa celebre dalle innumerevoli repliche e dalla trasposizione cinematografica per la regia di Renato Castellani, con Marcello Mastroianni e Sofia Loren e la partecipazione di Aldo Giuffré.

Considerato l’erede di Eduardo, apprezzato interprete dei suoi lavori più belli (“Le voci di dentro”, “La fortuna con la effe maiuscola”, “Non ti pago”, “Natale in casa Cupiello”, “Napoli milionaria”, “Il sindaco del rione Sanità”), Carlo Giuffré appartiene alla grande scuola che incanta sia nella rappresentazione comica che drammatica, capace di infondere la propria arte ai giovani. E nella messa in scena della famosa commedia eduardiana, che si avvale di un ottimo cast, spicca proprio lui nel ruolo di Pasquale Lojacono, figura pirandelliana giocata sull’eterna ambiguità degli uomini pronti a credere nei fantasmi o nell’irrazionale quando la realtà diventa arcigna. “I fantasmi non esistono – diceva Eduardo – li creiamo noi”. Tutti ricordano la storia di Pasquale, uomo buono, un vinto, incapace di trovare lavoro, innamorato della giovane moglie Maria che, stanca dei sacrifici e dell’inettitudine del marito, lo tradisce con Alfredo Marigliano. Riceve continuamente ingenti somme di denaro che gli consentono di vivere dignitosamente con la bella moglie. Tutto fa credere all’esistenza degli spiriti, in un mondo fatto di luci ed ombre, di apparenza e realtà che facilmente si confondono. Un personaggio a tinte forti, Raffaele il portiere (“anima nera”), affascina il pubblico con la sua filosofia di vita, le sue astuzie e ruberie, la sua mancanza di compassione, il suo apparente servilismo.

Molto bravo nel ruolo è Piero Pepe. Il pubblico ricorda la figura mitologica del dirimpettaio, il professor Santanna, che vede fantasmi, teste d’elefante, fumo, guerrieri, ma anche frequentatori di casa Lojacono dispensando consigli al malcapitato e ingenuo Pasquale (“anima in pena”). Bravi anche Maria, moglie di Paquale (“anima perduta”), Maria Rosaria Carli, Alfredo Marigliano (“anima irrequieta”), Paolo Giovannucci, Armida, moglie di Alfredo (“anima triste”), Antonella Cioli, i suoi figli, Pina Perna e Francesco D’Angelo, Carmela, sorella di Raffaele (“anima dannata”), Antonella Lori, Saverio Califano, maestro di musica, Giuseppe Sala e Gastone Califano, Claudio Veneziano. Completano il cast i facchini (“anime condannate”) Giuseppe Piacquadio e Pietro Meglio. Piccole innovazioni al lavoro le apportano le luci, con un contorno di proiezioni verdognole e saette all’apparire di Alfredo, ritenuto il fantasma benefattore da Pasquale, e della sua spettrale famiglia. Belle le scene ed i costumi di Aldo Terlizzi, le musiche di Francesco Giuffré. E naturalmente lunghi applausi sono tributati a Giuffré, capace con un gesto, con una battuta, con una pausa, di far splendere il teatro di Eduardo, suo indimenticato maestro.

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