Gogna mediatica e giudiziaria

Gogna mediatica e giudiziaria

Luca Barbareschi traduce, interpreta e dirige Il penitente di David Mamet (Premio Pulitzer per Glengarry Glen Ross), al Teatro Mercadante di Napoli dal 6 al 17 febbraio 2019. Con Lunetta Savino, Massimo Reale e Duccio Camerini. “Una lucida analisi del rapporto alterato tra comunicazione, spiritualità e giustizia nella società contemporanea. – spiega Barbarechi – ‘Il penitente’ è la vittima dell’inquisizione operata dai media. È ciò che accade all’individuo quando viene attaccato dalla società nella quale vive ed opera, quando la giustizia crea discriminazione per avvalorare una tesi utilizzando a questo fine l’appartenenza religiosa”.

Uno psichiatra affronta una crisi professionale e morale quando rifiuta di testimoniare in tribunale a favore di un paziente accusato di avere compiuto una strage. Il testo descrive l’inquietante panorama di una società così alterata nei propri equilibri che l’integrità del singolo, anziché guidare le sue fulgide azioni costituendo motivo di orgoglio, diviene l’aberrazione che devasta la sua vita e quella di chi gli vive accanto.

Coinvolto da un sospetto di omofobia, ‘il penitente’ subisce una vera gogna mediatica e giudiziaria e viene sbattuto “in prima pagina” spostando sulla sua persona la momentanea riprovazione di un pubblico volubile, alla ricerca costante di un nuovo colpevole sul quale fare ricadere la giustizia sommaria della collettività. L’influenza della stampa, la strumentalizzazione della legge, l’inutilità della psichiatria, sono questi i temi di una pièce che si svolge tra l’ambiente di lavoro e il privato del protagonista. La demolizione sociale di un individuo influisce inevitabilmente sul suo rapporto matrimoniale. Un dramma descritto in otto scene, otto atti di confronto tra marito e moglie, con la pubblica accusa e con il proprio avvocato. Fino al colpo di scena finale.

Scene di Tommaso Ferraresi, costumi di Anna Coluccia, luci di Iuraj Saleri, musiche di Marco Zurzolo, suono di Hubert Westkemper, video di Claudio Cianfoni, Marco Tursi e Andrea Paolini, dramaturg Nicoletta Robello Bracciforti.

 

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