Grande atmosfera per i De Filippo di Rubini

Grande atmosfera per i De Filippo di Rubini

Dopo essere stato distribuito brevemente nelle sale cinematografiche italiane ed essere stato trasmesso in prima serata su Rai 1, “I fratelli De Filippo” è disponibile in streaming su RaiPlay. La storia della distribuzione del film diretto da Sergio Rubini riesce a far capire meglio la natura dell’opera: una pellicola squisitamente cinematografica, con una grammatica cinematografica inequivocabile ma adattissima anche al passaggio televisivo. Il film esce a pochi mesi di distanza da “Qui rido io”, ultima fatica di Mario Martone dedicata a Eduardo Scarpetta e che funge da prologo ideale di quest’opera dedicata ai tre grandi attori.

Sergio Rubini concentra la sua attenzione sulle figure di Eduardo, Peppino e Titina De Filippo, rispettivamente interpretati da Mario Autore, Domenico Pinelli e Anna Ferraioli Ravel, tratteggiandone l’infanzia e il rapporto travagliato con il “padre-zio” Eduardo Scarpetta (Giancarlo Giannini), la crescita e i primi lavori a teatro nella compagnia del padre, passata in mano al figlio legittimo Vincenzo (Biagio Izzo), il viaggio a Milano di Eduardo e poi il ritorno a Napoli, accompagnato dal sogno di fondare una compagnia guidata da lui e i suoi fratelli.

Ad accompagnarli nelle loro vite c’è sempre la madre, interpretata da una bravissima Susy Del Giudice, che non li lascia mai soli e sempre li sostiene anche nei momenti più duri. Nel cast compaiono anche, seppur in ruoli minori, Marisa Laurito e Vincenzo Salemme.

Il film descrive bene la voglia di Eduardo di superare Scarpetta, i conflitti tra lui e Peppino, e il desiderio di Titina di mediare tra loro. Nell’ultima scena, molto riuscita, il film arriva alla prima rappresentazione di “Natale in casa Cupiello”, inizio di un’altra, leggendaria storia, sulla cui soglia la pellicola si ferma.

Napoli è di nuovo al centro del panorama cinematografico italiano per la storia mitica del suo teatro. Se Martone in “Qui rido io” aveva parlato della fine di un’epoca e di un modo di fare teatro, Rubini racconta invece la “rivoluzione” di Eduardo e dei suoi fratelli, portatori di idee e mentalità nuove. Il film è delicato ed equilibrato e non eccede mai nella descrizione della travagliata storia dei De Filippo: la ricostruzione storica è molto precisa e si concede ben poche libertà nella narrazione della vita dei fratelli. Ad accrescere la credibilità dell’opera ci sono le interpretazioni del cast, veramente ben scelto. Le musiche di Nicola Piovani accompagnano dunque la storia di una delle famiglie teatrali più importanti della storia d’Italia, ancora ricordata e celebrata.

L’immagine del film “I fratelli De Filippo”

Rubini, da non napoletano, dimostra una grande sensibilità e una grande comprensione di vite e scelte segnate profondamente dalla città di Napoli riuscendo in questo, forse, grazie alla possibilità di vederle dal di fuori.

“I fratelli De Filippo” è un ottimo film, con una regia e un comparto tecnico molto solido, che racconta con efficacia un momento fondamentale della storia teatrale e culturale italiana.

 

                                                                                                                                     Angelo Matteo

 

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