Guardare diverso

Si fa presto a dire “quello è strabico”. Si fa presto anche a capire che “quello” ha un problema agli occhi, che sembra guardare a destra mentre guarda

La copertina del libro

a sinistra, che non sai mai da quale parte devi porgergli la mano per salutarlo. Per le donne lo “strabismo di Venere” aggiunge un che di fascino; ma per gli uomini…. Quanti problemi. E quanti pregiudizi. Soprattutto una superficiale diagnosi per metterli nell’elenco dei diversi.

Già, diversi.

Il mio amico Biagio, con uno strabismo che rasentava la cecità, non ha mai portato gli occhiali scuri: era orgoglioso della sua capacità di “vedere” anche cose che agli altri sfuggivano. E io, passato il primo momento di sbigottita curiosità, non ho avuto nessuna difficoltà a dialogare e lavorare con lui negli ultimi trenta e passa anni. Normalmente. Anzi, sempre attento a cogliere le differenze di… vedute sugli argomenti delle nostre frequenti discussioni.

E allora, sono rimasto profondamente colpito – e risollevato – nel leggere i racconti (forse è riduttivo chiamarli così, ma è questo il genere letterario) di Lucia Stefanelli Cervelli: in fondo sono un a-normale anch’io se non ho avuto problemi con lo strabismo, pure se di un altro. Perché è la condizione ideale per non leggere tutto con gli stessi occhi di tutti; per leggere la realtà – la vita – guardando diritto ma anche un poco di lato; per vivere la vita – la realtà – un poco di sbieco ma pronti a tornare a rigare… diritto. E se questo giochino di parole (anche qui siamo al riduttivo ma proprio per capirci) lo trasferiamo alla mente scopriamo che lo strabismo fa bene alla salute. Gli occhi “diritti” guardano “solo” avanti, potremmo dire che ci costringono a guardare con i paraocchi e quindi tutti (i sani) valutano tutto allo stesso modo. Lo strabico – paradossalmente – non può permettersi i paraocchi e non vorrebbe che qualcuno glieli mettesse perché è fiero della sua diversità. Ci pensate: poter leggere la realtà – la vita – da due punti di vista diversi e poter vivere la vita – la realtà – avendo un approccio “bifocale”.

Sì, è l’elogio dello strabismo quello che con ironia sapida e tragico realismo ci racconta Lucia Stefanelli Cervelli ne “L’occhio strabico. Racconti brevi e monologanti per intellettuali a riposo” per Photocity Edizioni.

Enzo Pagliaro

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