Diventano dieci i peccati capitalI

Diventano dieci i peccati capitalI

Al Teatro Tram di Napoli debutta martedì 9 giugno 2020 la compagnia under 30, formatasi nel laboratorio dal vivo e poi tramite le piattaforme di videoconferenze. Il progetto s’intitola I dieci peccati capitali: 10 storie, 10 attori, 10 scrittori, per un podcast in altrettanti episodi, che raccontano la società in cui viviamo, tra peccati vecchi e nuovi, visibili su www.facebook.com/teatrotram ogni martedì e venerdì.

I peccati capitali sono sette, ma in questo caso ne sono stati aggiunti altri tre: il consumismo, l’egotismo e il razzismo, ovvero i peccati della nostra società contemporanea. “I dieci peccati capitali” è una riflessione unica divisa in dieci parti, un racconto, a volte amaro e a volte ironico, del mondo in cui viviamo.

Ne è nato un coinvolgente percorso di creazione collettiva”, dichiara il direttore artistico del TRAM Mirko Di Martino. “I peccati sono stati ideati e discussi da tutta la compagnia, lasciando poi a ciascun autore la libertà di costruire il suo lavoro e recitare quello degli altri. Il podcast è uno strumento perfetto per raccontare storie: la forza narrativa è affidata esclusivamente al testo e alla voce dell’attore”.

Alla ripresa, fissata dal decreto governativo per il 15 giugno, il Tram muoverà i suoi primi passi ripartendo dai laboratori in presenza. “Il Tram è pronto a riaprire le porte al pubblico, ma i problemi sono tanti – prosegue Di Martino – i piccoli teatri devono sostenere costi molto alti per i pochi posti a disposizione. Sarà indispensabile il sostegno economico di Stato e Regione per poter programmare la prossima stagione”.

 

I DIECI PECCATI CAPITALI

“Avarizia” di Giuseppe Di Gennaro, interpretato da Domenico Vincenzo Tufano. Un uomo adulto, malato e cosciente della fine della sua esistenza, decide di scrivere una lettera a suo figlio da poco nato, per dimostrargli come dovrà in futuro gestire il patrimonio che gli sarà lasciato.

“Consumismo” di Giuseppe Fedele, interpretato da Giuseppe Di Gennaro. Mr. Bacon è pronto a scatenare una violenza inaudita, pur di affermare il primato del mondo produttivo.

“Gola” di Alice De Matteis, interpretato da Germana Di Marino. La piccola Nina, sotto pressione dalle proibizioni che le sono imposte, finirà per scoppiare in una plateale manifestazione della sua ingordigia, coinvolgendo anche la creatura alla quale è più legata: l’amichetto Freddy.

“Egotismo” di Beatrice Penagini e Gennaro Esposito, interpretato da Marcello Gravina, musica composta ed eseguita da Andrea Moreno. Due corpi, due volti, uno lo specchio dell’altro. Chi è vittima, chi e carnefice? La tragica esistenza frutto di un’ossessione. John Crowley è morto. Oppure no?

“Accidia” di Vincenzo Coppola, interpretato da Mariano Di Palo. Uno sforzo immane, un problema impossibile da superare, una montagna da scalare? Alzarsi dal letto. A volte l’accidia può essere il più grande ostacolo alla più piccola e semplice delle azioni.

“Razzismo” di Domenico Tufano, interpretato da Giuseppe Fedele. Bomani è un ragazzo africano che lavora in Italia, il giorno di Santo Stefano perde malauguratamente l’ultima corsa di treno per fare ritorno a casa.

“Lussuria” di Germana Di Marino, interpretato da Alice De Matteis. Una donna si rivela senza pudore e senza freni a Diego, il suo cucciolo, che minaccia di compiere una pazzia.

“Ira” di Mariano Di Palo, interpretato da Vincenzo Coppola. Non aveva mai pensato di poter uccidere un uomo. Se lo aveva fatto, era stato solo perché aveva perso il controllo.

“Invidia” di Marcello Gravina, interpretato da Alessandra Martino. La fine di un’amicizia raccontata attraverso la voce di Jessica, una giovane ragazza sola e scostante, preda di una terribile invidia dovuta a un passato tormentato.

“Superbia” di Alessandra Martino, interpretato da Beatrice Beo Penagini. Giorno e notte: due prospettive in antitesi per mettere a nudo le sfaccettature dell’essere umano. Dalla luce di ciò che vogliamo mostrare, all’oscuro di ciò che vorremmo nascondere persino a noi stessi.

 

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