Il dramma degli sbarchi arriva a teatro

Il dramma degli sbarchi arriva a teatro

Andrà in scena dall’11 al 16 gennaio 2022 al Teatro Bellini di Napoli, Abisso di e con Davide Enia. «Il primo sbarco l’ho visto a Lampedusa assieme a mio padre.- dice – Approdarono al molo in tantissimi, ragazzi e bambine, per lo più. Io ero senza parole. Era la Storia quella che ci era accaduta davanti. La Storia che si studia nei libri e che riempie le pellicole dei film e dei documentari».

Dopo quel primo sbarco, l’artista ha trascorso molto tempo sull’isola, per raccogliere testimonianze reali, parlare con i pescatori, il personale della Guardia Costiera, i residenti e i medici, i volontari e i sommozzatori, per provare a comprendere fino in fondo e per riuscire a raccontare.

La prima tappa della sua indagine è confluita nel romanzo Appunti per il Naufragio, in cui la vicenda degli sbarchi si intreccia con le vicende personali sue e dei suoi familiari e amici, in un racconto tragico in cui non mancano i momenti leggeri, a tratti comici.
Abisso è la seconda tappa di questo viaggio, un cunto siciliano che fonde al suo interno i più diversi linguaggi teatrali, dal canto, al gesto, alla musica, riuscendo a raccontare una delle più grandi tragedie della nostra contemporaneità attraverso la vita. di Davide Enìa, accompagnando il flusso di emozioni.

Per rendere possibile e teatrale la realtà, il regista spiega il suo lavoro:“Il
lavoro è indirizzato, quindi, verso la ricerca
di una asciuttezza – spiega il regista – continua, in cui parole,
gesti, note, ritmi, cunto devono risultare
essenziali, irrinunciabili, necessari alla
costruzione del movimento interno. Questo
ha determinato il carattere performativo del
lavoro in scena, in cui si riproietta se stessi
nel preciso stato emotivo che ha generato
tutto, immergendosi dentro quell’esatta
condizione del sentimento”.

Le musiche originali eseguite dal vivo dalla doppia chitarra (acustica ed elettrica) di Giulio Barocchieri completano la performance-testimoniaza di Enia.

(Foto di scena ©Futura Tittaferrante)

 

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