Il grande rock della PFM

Il grande rock della PFM

Un concerto strepitoso quello della PFM al Teatro Augusteo di Napoli dove approda con il suo “Emotional Tattoos Tour”, dal titolo dell’ultimo album della band. Se manca all’appello il mitico Francone Mussida, il pubblico ritrova la grinta e l’entusiasmo degli storici Franz Di Cioccio, Patrick Djivas e Lucio “violino” Fabbri ai quali si aggiunge, tra gli altri, il giovane e bravo Marco Sfogli alla chitarra, figlio di Corrado Sfogli e Fausta Vetere, voce e chitarra della storica Nuova Compagnia di Canto Popolare. La band alterna nuovi brani e vecchi successi, i “fondamentali”, come spiega Franz Di Cioccio, un “randagio”, come porta scritto sulla sua t-shirt, e ricorda un evento di diversi anni fa a Napoli, alla Mostra d’Oltremare. “Abbiamo racchiuso in questo brano, La danza degli specchi – spiega – la nostra storia, la musica che fonde rock progressivo, funk, jazz, perché non ci piace la discriminazione dei generi!”. Da La carrozza di Hans a Impressioni di settembre (testo di Mogol e Pagani), da Maestro della voce alle nuove Quartier generale e Freedom Square che raccontano la falsità degli ottimisti, degli “spacciatori di sorrisi”, dei buonisti, quando ci sarebbe solo bisogno di etica. Patrick Djivas   racconta l’esperienza di Pfm in classic, album nel quale Franz Di Cioccio, Djivas e Franco Mussida rileggono nel loro stile Verdi, Rossini, Prokofiev e altri classici.

Un momento del concerto

A Mozart non sarebbe dispiaciuto, così come a Bach e agli altri grandi – spiega il bassista. Così il pubblico gode la magnifica fusione, tipica, in fondo, del prog rock, della Danza dei cavalieri da Romeo e Giulietta di Prokofiev con le arditezze rock della band in gran tiro, assolutamente coinvolgente e fortissima. Con la sua strabiliante bravura la Danza macabra di Saint Saëns o l’Adagietto dalla Sinfonia n. 5 di Mahler si fondono con Celebration e Impressioni di settembre – un incanto. Dove però il pubblico si commuove è con l’atteso omaggio a De Andrè, regalando nel bis “Il pescatore” che riporta alla memoria il sodalizio artistico tra Pfm e Faber; nel ‘79 la band firmò gli arrangiamenti del suo album dal vivo “Fabrizio De André in concerto – Arrangiamenti Pfm” consegnando alla storia della musica italiana un capolavoro dopo la “La buona novella”. Ancora energico e talentuoso, Di Cioccio, strepitoso alla voce e alla batteria, così come gli storici amici e i giovani musicisti di talento al loro fianco. Lasciatevi invadere dalla musica, un solo grande continente che contiene tutti, esorta il frontman, 72 anni all’anagrafe, giovanissimo per energia e potenza delle canzoni. Magnifiche atmosfere create dalla band che il prossimo mese di aprile sarà in tournée in Brasile, Argentina, Cile, Perù, Messico, Stati Uniti, Inghilterra dove è di casa. Non si andrebbe mai via. In platea ad applaudire gli amici Lino Vairetti degli Osanna, altro maestro del prog rock, Corrado Sfogli e Fausta Vetere.

 

 

 

 

 

 

 

 

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