Il viaggio cosmico di Abbaticchio

Il viaggio cosmico di Abbaticchio

S’intitola Microm (edizioni Musitalia) l’album appena pubblicato di Miro Abbaticchio, ventiquattro brani sinfonici, ricreati da strumenti virtuali generati da computer e tastiere.

E’ il primo da solista – spiega il musicista e compositore barese – ed è il frutto di alcuni mesi di composizioni. Ma è anche l’acronimo del mio nome completo (Michele Romolo) ed è sintetizzato nella copertina del disco, una mia elaborazione virtuale di un pianeta di pietra, che racchiude qualsiasi significato l’ascoltatore voglia attribuire. Spazio, Terra, Mare, Canyons, Puglia. Un mondo virtuale dove il tempo è relativo e la realtà è multidimensionale”.

Da dove nasce l’ispirazione?

Dallo spazio, dalla natura, dalla storia, Federico II, le legioni romane, la musica celtica, le frecce tricolori, in un turbinio di timbriche, suoni, silenzi. Il legame che unisce questi pezzi è essenzialmente il viaggio, inteso come apprendimento del cosmo, multidimensionalità dell’universo (o multiverso in questo caso). Il brano che dà il titolo al doppio album, Microm appunto, descrive l’immensità delle galassie, che si sfiorano, danzano, vivono, muoiono e si rigenerano in altra materia”.

Viaggio, ricerca, scoperta e tanto amore.

Sì, verso la vita, verso la mia terra, verso il mondo che non smette mai di sorprenderci e d’insegnarci cose nuove e meravigliose”.

 

 

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