La Corte della Formica

Torna per il quinto anno La Corte della Formica, il festival di corti teatrali diretto da Gianmarco Cesario e dedicato al teatro breve. Oltre alla consolidata collaborazione con Teatro.org e Stella Film, la rassegna si avvale stavolta anche di un partner istituzionale d’eccezione: l’Ente Provinciale per il Turismo di Napoli. Ugualmente prestigiosa è la composizione della Giuria, che è presieduta dal regista Carlo Cerciello e vanta personalità come lo scrittore Massimiliano Palmese, il giornalista Edgardo Bellini, l’attrice Cristina Donadio e il drammaturgo Roberto Azzurro.

Corti Teatrali 

Nove gli spettacoli in gara, di varia provenienza geografica ma tutti raccolti intorno a un unico nucleo tematico: il rapporto tra passato, presente e futuro. Si spazia dall’ambientazione surreale de Le conserve di Ciro Zenga, che mette in scena personaggi senza età e senza epoca, fino ad Hamletelia di Caroline Pagani, riscrittura dell’Amleto di William Shakespeare dal punto di vista di Ofelia, passando per Il silenzio di Ciro Pellegrino, liberamente ispirato all’Erostrato di Jean-Paul Sartre, con frammenti poetici di Pier Paolo Pasolini e Fernando Pessoa, ed echi pittorici di René Magritte.

Maccarune

A tagliare il nastro di partenza, il 7 ottobre, è Maccarune. Discesa nel ventre di Napoli, spettacolo inaugurale fuori concorso prodotto dall’associazione Teatro a Vapore. Qui, attraverso un arco temporale che va dalle Moire a Billy Jean, la cultura del cibo diventa linea di demarcazione forte dell’identità napoletana. Con testi tratti da Petito, Scarpetta, Viviani, De Filippo e Ruccello. Ideazione di Manuela Schiano Lomoriello, che figura anche tra gli interpreti.

Il calendario proseguirà poi con tre settimane di programmazione sul palcoscenico del teatro Sancarluccio di Napoli, e un galà conclusivo che si terrà a novembre presso il Multicinema Modernissimo.

Nato nel 2005 in seno allo spazio periferico del Formicaio, il concorso dei corti teatrali si connota sempre più come avamposto di un teatro di nicchia, lontano dal clamore delle grandi produzioni. E non v’è dubbio che la formica racchiuda in sé una valenza metaforica: è l’insetto piccolo, una presenza marginale ma anche un simbolo di laboriosità e resistenza che vale come auspicio. Contro i cicalecci pomposi ed effimeri.

 

Share