La forte presenza femminile nel cinema

La forte presenza femminile nel cinema

di Angelo Matteo

A lungo il mondo del cinema è stato dominato da registi uomini, che hanno utilizzato la macchina da presa per descrivere la propria idea di mondo e di cinema. Per decenni la presenza femminile nella settima arte è stata limitata ad alcuni comparti tecnici e alle attrici. Negli ultimi anni, però, complice un cambiamento (o un tentativo di cambiamento) culturale più generale, anche nel mondo del cinema, appannaggio degli uomini, si è cominciata a vedere la nascita di giovani registe con voce e potere paragonabili ai colleghi uomini. E sì che la prima regista italiana, la campana Elvira Notari (era nata a Salerno il 10 febbraio 1875), divenne una firma importante nell’ambito della cinematografia mondiale.

Oltre alla presenza sempre più massiccia di registe donne nella cinquina annuale dei candidati all’Oscar nella sezione dedicata, anche negli ambiti festivalieri la loro firma sta diventando notevole. In particolare, la 79esima edizione della Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia è una testimonianza di quanto nel giro di pochi anni la situazione sia cambiata. Nella competizione ufficiale del festival, infatti, erano presenti varie pellicole dirette da donne.

La regista Alice Diop

Il Leone d’Oro, “All the Beauty and the Bloodshed”, è diretto da Laura Poitras, una documentarista statunitense che nella sua straordinaria carriera si è già aggiudicata anche l’Oscar al miglior documentario. Il Gran Premio della giuria, “Saint-Omer”, è invece stato diretto da Alice Diop, donna franco-senegalese che dopo numerosi e premiati cortometraggi esordisce con questo film nel mondo dei lungometraggi.

In concorso era anche Susanna Nicchiarelli, grandissima regista italiana, che ha portato a Venezia il suo quarto lungometraggio, dedicato alla figura di Santa Chiara. Ancora in concorso Rebecca Zlotowski, cineasta francese, e Joanna Hogg, autrice britannica, entrambe grandi rappresentanti del cinema europeo contemporaneo.

Si può quindi dire che la 79esima edizione del festival di Venezia è stata un’edizione al femminile, non ancora nei numeri ma certo nella rilevanza, tanto che i due premi principali sono andati a donne. La speranza è che questo non sia un caso isolato ma sia invece l’inizio di qualcosa di più grande, in cui la voce femminile sarà ascoltata quanto quella maschile.

 

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