La guerra: affari e macerie

La guerra: affari e macerie

E’ un’immensa rappresentazione dei comportamenti umani”. Così Franco Però definisce La guerra di Carlo Goldoni, la commedia che mette in scena, continuando il percorso nell’opera del drammaturgo veneto. “Uno tra i testi meno frequentati ma più carichi di possibili raffronti con la nostra epoca”.

Lo spettacolo sarà rappresentato al Teatro Mercadante di Napoli dal 7 al 12 maggio 2019, interpretato da Filippo Borghi, Romina Colbasso, Emanuele Fortunati, Ester Galazzi, Riccardo Maranzana, Francesco Migliaccio, Maria Grazia Plos, con gli attori ospiti Giulio Cancelli, Adriano Giraldi, Davide Rossi, e la partecipazione di Mauro Malinverno. Con loro, alla fisarmonica, Mitja Tull.

Questi raffronti – prosegue il regista – mostrano distanze, ma anche fortissime assonanze con la nostra attualità: come il rapporto denaro/arricchimento/guerra, l’irresponsabilità fanatica, l’attesa del combattimento e la conseguente situazione a-temporale in cui vivono i personaggi. Queste dimensioni così esplicitate nella commedia, danno un’ulteriore prova non solo della modernità di pensiero di Goldoni, ma soprattutto della sua capacità scientifica di analizzare la realtà. Goldoni evidenzia come la guerra sia soprattutto un grande affare. Incarna tale convinzione il Commissario Don Polidoro. Scritta nel 1760 La guerra è punteggiata di un crudo realismo che non si distanzia da chi oggi lucra vendendo armi a paesi in guerra o ride prevedendo gli affari che si possono concludere sulle macerie di un terremoto. Goldoni però, non è autore corrosivo: alla tensione critica alterna il gioco d’ironia e diverte il pubblico e sé stesso, tratteggiando l’umanità varia in un lungo assedio, fra vizi e virtù”.

 

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