La parola sovrana

Una scena

Una scena

Un testo nato più di trent’anni fa per Romolo Valli è messo in scena da Fabio Grossi per Leo Gullotta. “Prima del silenzio” di Giuseppe Patroni Griffi, apre la stagione del teatro Mercadante di Napoli (20 novembre -1 dicembre). Una scrittura “straordinaria, di grande attualità”, dice l’attore che divide la scena con Eugenio Franceschini e in video con Andrea Giuliano e Paola Gassman. “Era ed è un autore scomodo. Con i suoi lavori ha scombussolato la società dell’epoca”.

“Prima del silenzio” è un testo ancora attuale?

“Anche di più, potrebbe essere scritto domani. Perché parla dell’individuo. Della vita, dei rapporti umani, della comunicazione. E insiste sul ruolo della parola e la difende. Qui è sovrana, “La vita è parola”, ammonisce. E mentre il protagonista, l’uomo maturo, dà sfogo alle emozioni esprimendole verbalmente, il dialogo con il giovane che gli è accanto non riesce a sbocciare. Appare chiaro il contrasto generazionale, il senso d’indifferenza delle nuove generazioni. Ma Patroni Griffi vuole esprimere il fallimento generale, quello del Novecento, attraversato da tragedie atroci, quelli dell’intera umanità. E’ un viaggio nell’anima”.

Il protagonista non ha nome, è semplicemente Lui.

“E’ un poeta ormai stanco che ha rinunciato a tutto, disconosce la moglie, i figli, il maggiordomo che gli appaiono come incubi, ricordi angosciosi e rifiutati. Unica consolazione è il Ragazzo che abita con lui”.

In quale scena vi muovete?

“E’ una sorta di isoscheletro. Si gioca sulle luci e i colori per individuare i momenti e i posti in cui si svolge l’azione. In fondo, rappresenta il possibile spazio della parola. E’ un racconto tecnologico che provoca sensazioni. Ma tutto si sposa perfettamente con la presenza in carne ed ossa di noi due”.

Ai nostri giorni, in cui la cultura è quasi la cenerentola nelle nostre vite e in cui non s’investe più, come va uno spettacolo così intenso di contenuti?

“Bene dovunque, fino ad oggi. Forse la gente vuole essere scossa, porsi davanti alla verità e riflettere. In questo il testo mi sembra anche più importante oggi di quando fu scritto. E’ uno spazio mentale, in cui presente e ricordi si confondono. Come un occhio che scruta nell’intimo di ciascuno di noi. Ed è pure un momento di memoria, un omaggio a due grandi del teatro. “Prima del silenzio” è un lavoro coraggioso, sono fiero di farlo, mi dà la possibilità di esprimere le mie idee”.

Quali altri progetti ha in cantiere?

“Sono impegnato nella tournée dello spettacolo che avrà una seconda stagione l’anno prossimo. Ho solo partecipato amichevolmente a una docu-fiction sul lavoro di Giuseppe Fava”.

Napoli l’ha sempre accolto bene. Che rapporto ha con la città?

“Ho un impatto sempre positivo con questa realtà comunque viva. Ho tanti ricordi che mi legano a lei. Teatri, centro Rai, persone. E’ come stare a casa mia. Inoltre, sono felice di inaugurare la stagione dello Stabile”.

Omaggio a Giuseppe Patroni Griffi

Giovedì 21 novembre alle 21.00 al Teatro Mercadante serata dedicata allo scrittore e drammaturgo napoletano Giuseppe Patroni Griffi, in occasione della pubblicazione del libro di Mariano d’Amora “Gli amici dei miei amici sono miei amici. La letteratura e il teatro di Giuseppe Patroni Griffi” (Roma, Bulzoni, 2013)

Con l’autore interverranno: Luca De Fusco, Fausto Nicolini

Lettura brani: Antonio Casagrande, Gino Curcione, Claudio Di Palma, Cristina Donadio, Leo Gullotta.

Commento musicale di Paolo Coletta

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