La scelta di Anne – L’événement

La scelta di Anne – L’événement

Nella serata conclusiva di “Venezia a Napoli. Il cinema esteso” è stato presentato dalla regista Audrey Diwan e la protagonista Anamaria Vartolomei “La scelta di Anne – L’événement”, vincitore del Leone d’oro all’ultima Mostra internazionale di arte cinematografica di Venezia. Un evento unico per la città di Napoli, che ha avuto la possibilità di vedere in anteprima quello che sarà ed è già ora uno dei film più importanti della stagione cinematografica.

Anne è una giovane studentessa francese nel 1963, appassionata di letteratura e desiderosa di trovare una sua strada attraverso lo studio e poi l’insegnamento. Ambiziosa e concentrata, sfugge agli uomini che la desiderano, pur essendo sessualmente emancipata. Un giorno scopre di essere incinta, e proprio a causa di ciò comincia per lei un calvario lungo settimane, durante le quali cercherà disperatamente di far valere il suo diritto di abortire, di cercare di vivere la vita desiderata, trovando a ostacolarla praticamente chiunque. In un paese e in un mondo che malvede la sua libertà, Anne è sola.

La regista Audrey Diwan, al suo secondo lungometraggio, traspone il romanzo autobiografico di Annie Ernaux “L’evento” in un film crudo e potente, che non ha paura di mostrare scene forti e che diventa in certi momenti più un’esperienza, anche fisica e corporale, che la semplice visione di un film. In questo è aiutata dalla protagonista Anamaria Vartolomei, vero cuore di ogni inquadratura, che dona all’opera carne e sangue e usa il corpo nella sua interezza per raccontare un dolore inenarrabile. “La scelta di Anne” è un film politico, spietato nella sua analisi del mondo circostante la protagonista, scientificamente mostrato nudo, inetto e indifferente di fronte alla sofferenza e ai desideri di una giovane donna.

Il manifesto del film

In una carrellata di personaggi assolutamente privi di empatia per Anne (la solitudine emotiva della protagonista è a tratti sfiancante) l’unica empatia possibile è quella dello spettatore, che vive insieme a lei la sua tragedia in ogni parte. Ciò che manca al film, però, è una scrittura più consistente, meno basata su singoli, fortissimi momenti e più su una narrazione lineare. La scansione temporale delle settimane, mostrata a schermo fino all’ultimo momento del film, è sì un modo per avvicinare la struttura del film a quella di un thriller, nel quale la tensione con il passare del tempo non può che salire, ma anche un espediente cui non fa seguito una scansione rigida delle scene. Certo l’obiettivo della Diwan non era questo, come mostrato chiaramente dal formato utilizzato (un 4:3 che “ingabbia” Anne e lo spettatore) e l’utilizzo massiccio di camera a spalla, testimonianza di un desiderio di essere e far sentire “dentro” la storia della protagonista, ma è comunque una mancanza di coerenza strutturale interna.

“L’événement” è un film che farà molto discutere, probabilmente anche sull’opportunità o meno di girare certe scene nel modo in cui sono state girate: è però impossibile non vedere che cosa i giurati di Venezia vi hanno trovato, la sua importanza e la sua urgenza. La pellicola sarà distribuita regolarmente nelle sale dal 4 novembre 2021.

Angelo Matteo

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