Le nostre barriere e la loro libertà

Le nostre barriere e la loro libertà

Il presidente Unicef Campania Margherita Dini Ciacci

Il presidente Unicef Campania Margherita Dini Ciacci

Il presidente dell’UNICEF Campania, Margherita Dini Ciacci,

commenta il Rapporto sulla condizione dell’infanzia nel mondo,

tema “Bambini Adolescenti e Disabilità”, presentato il 30 maggio

 

Il Rapporto comprende 7 capitoli che presentano un’analisi approfondita del problema nel mondo e si conclude con un’appendice statistica ricca di dati. Secondo il Rapporto sulle Disabilità curato dall’OMS nel mondo più di 1 miliardo di persone convive con la disabilità : 1 su 10 è minorenne e l’80 % di essi vive nei PVS con scarso o nessun accesso ai servizi, privi della scuola ed esposti a violenze e discriminazioni. La Convezione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia del 21.XI.1989, ratificata da 193 Paesi e la Convenzione Internazionale sulle Disabilità del 13.12.2006 ratificata da 127 Paesi dell’Unione Europea rappresenta la base del lavoro dell’UNICEF e sono state entrambe recepite dall’ordinamento giuridico italiano. Per citare un dato italiano secondo il Ministero della Pubblica Istruzione gli alunni con disabilità sono 215.590 (anno scolastico 2011/2012). Secondo l’Istituto Nazionale di Stato il 9% delle famiglie ha chiesto più ore di sostegno ed il 14.8% degli alunni disabili ha cambiato insegnante. E solo il 15% degli alunni delle scuole primarie ed il 17% delle scuole secondarie partecipa ai campi scuola. La Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia ribadisce i principi fondamentali :

−            Non discriminazione (art.2);

−            Superiore interesse del minore (art.3);

−            Vita, Sopravvivenza e Sviluppo (art.6);

−            Ascolto e Partecipazione (art. 2)

E la Convenzione Internazionale sui Diritti delle persone con disabilità interessa “persone con minorazioni e barriere attitudinali e ambientali”.

Bambini e ragazzi con disabilità continuano ad incontrare ostacoli per l’inclusione sociale e e le bambine e le ragazze sono più discriminate nella partecipazione alla vita scolastica e sociale.

Eppure a tutti i bambini vanno assicurati i diritti fondamentali: istruzione, libertà di espressione, partecipazione, rispetto, riabilitazione, come va assicurato l’accesso ai servizi per le pari opportunità e l’inclusione sociale. Il Comitato ONU sui diritti dell’infanzia ha espresso preoccupazione perché l’Italia affronta la disabilità dei minorenni ancora come “handicap” e non nell’ottica “dell’inclusione sociale” ed ha raccomandato di rivedere i programmi, qualificare funzionari governativi ed insegnanti per un’istruzione di elevata qualità. Fondamentale per l’UNICEF il ruolo dello sport, linguaggio universale, agente di cambiamento, strumento che combatte la discriminazione e garantisce il diritto alla salute, all’istruzione ed alla socializzazione. E’ fondamentale anche il diritto al riposo, al tempo libero, al gioco e alle attività ricreative. Manca ancora oggi una cultura dell’accoglienza, del porsi al servizio dell’altro facendo cadere le nostre barriere interiori e con esse gli stereotipi che precludono la giusta inclusione dei portatori di disabilità nel nostro e loro mondo. Dobbiamo però assumere una diversa consapevolezza ricordando che ogni uomo, abile o disabile, può impegnarsi se messo al posto giusto e merita di vivere con serenità il proprio stato accettandolo. Le testimonianze offerte oggi dicono questo e ci ricordano che un Paese civile attua politiche sociali per tutti i bambini e gli adolescenti specie se portatori di disabilità e poveri. Ciò vale anche per l’Italia ed in particolare per la Campania, nella quale per una vasta area di famiglie, alla disabilità si accompagna il disagio economico fino alla povertà mentre si attendono ancora politiche istituzionali mirate.

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