Le nostre storie interdette

Le nostre storie interdette

A San Salvi dal 10 al 13 maggio 2019 ritorna Storie interdette, il Festival ideato dai Chille de la balanza lo scorso anno per ricordare la rivoluzione basagliana e la legge 180 nata quarant’anni prima: il 13 maggio 1978. Una legge, che sancì il definitivo superamento dei manicomi. “Fu una rivoluzione culturale prima che medica e psichiatrica – annota Peppe dell’Acqua a quei tempi giovane collaboratore di Basaglia e poi suo successore – una rivoluzione che mise al centro il malato e non la malattia: la persona”.

La rassegna rientra nel percorso 2019 della Compagnia Siamo tutti migranti. “Nel 2018, l’incontro tra generazioni (medici, operatori, studenti, – spiega Claudio Ascoli – persone di ieri e di oggi) ha evidenziato la tendenza ad un progressivo impoverimento sia della pratica psichiatrica, sia soprattutto del tessuto sociale: cartina tornasole di un Paese che sembra aver smarrito la capacità di rispondere con “civiltà” ai nuovi fenomeni che la società si trova ad affrontare. Eppure, nonostante l’aridità di questo terreno, si vedono riaffiorare qua e là nuovi avamposti di civiltà, piccole insenature in cui far germogliare e progredire differenti capacità di risposta e di resistenza alla barbarie; luoghi in cui ripartire dall’incontro e dalla relazione, per mettere in moto processi di ri-educazione all’ascolto dell’Altro. Storie interdette intende essere uno di questi luoghi”.

A Storie interdette è collegato un Bando che ha selezionato 4 giovani Artisti invitati a creare e raccontare-recitare storie interdette, storie che intreccino biografie anche da terre assai lontane, di migrazioni: storie trascorse, troppo spesso dimenticate, oppure nascoste. Ma anche memorie epistolari, diari, interviste degli internati, dei loro familiari, del personale impiegato nei manicomi, di donne e uomini salvati dalla piena attuazione della “legge Basaglia”, non tralasciando infine fatti di cronaca o esperienze personali frutto dei manicomi invisibili, ancor oggi presenti nella società. Il Festival vede come media partner Pane Acqua Culture, dal gennaio 2013 una delle maggiori piattaforme virtuali di narrazione multimediale dell’arte contemporanea e dello spettacolo dal vivo in Italia.

Matteo Pecorini (foto Paolo Lauri)

Storie interdette ha un fitto calendario di iniziative, presentazione di libri ed incontri-confronti che accompagnano gli spettacoli dei giovani Artisti in concorso.

E’ prevista l’assegnazione – con giuria tecnica e popolare – di un premio di 500 euro al primo classificato e di 300 euro al secondo.

 

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