L’Epitaffio di Sicilo

L’Epitaffio di Sicilo

Antonio Cece, Lucovica Bastianini e Nico Sommese, tre giovani creativi in quarantena, celebrano il 25 aprile 2020, la giornata della Liberazione con una rivisitazione per chitarra, voce e clarinetto del più antico brano musicale completo. Libertà, jazz, immagine e Mediterraneo in una operazione suggestiva, L’Epitaffio di Sicilo.

A celebrazione della totale liberazione del territorio italiano”. Sono le parole dell’Epitaffio di Sicilo, un documento dell’antica Grecia considerato il più antico brano musicale completo di cui abbiamo traccia, rieditato da Antonio Cece e Ludovica Bastianini, che rivive, in occasione della Festa della Liberazione.

La giovane coppia creativa napoletana – chitarrista lui, fotografa e artista visiva lei – rivisita il frammento in tempo di Covid19, collaborando con l’amico clarinettista Nico Sommese, e con un messaggio di speranza e forza nel giorno del 25 aprile: “Questo brano tocca corde profonde, – dicono – soprattutto in questo momento così duro per tutti, nella solitudine, nella paura e nella distanza dai propri cari. Non è facile comprendere fino in fondo il valore di queste parole così antiche, cerchiamo di vivere la quarantena come un’occasione unica per osservare meglio la nostra realtà nonostante il dolore, per sentirci più vicini alle persone che amiamo e a chi sta combattendo contro la malattia. Non potevamo trovare occasione migliore che la Festa della Liberazione per condividere questo pensiero“.

Cece, Bastianini e Sommese affrontano la più antica composizione completa giunta a noi dal mondo greco. “E’ un testo accompagnato da una melodia in otto misure, – dichiarano – scolpite su una stele funeraria di marmo: è il canto di un padre per il figlio morto. Parole ancestrali, tanto semplici quanto universali. Risalgono al I o II secolo a.C. e invitano a mostrarci al mondo autentici, finché siamo vivi“.

Antonio Cece – chitarra, registrazioni e missaggio

Nico Sommese – clarinetto

Ludovica Bastianini – voce, animazione

 

 

«Finché vivi, mostrati al mondo,

non affliggerti per niente:

la vita dura poco.

Il tempo esige infine il suo tributo».

 

 

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