Luca De Filippo, addio

Luca De Filippo, addio

Luca De Filippo

Luca De Filippo

Ha portato un cognome importante con dignità e decoro. Compito reso ancora più pesante perché aveva scelto di fare l’attore e il regista come il padre. Luca De Filippo ha lasciato la scena. Per sempre. In un momento in cui era tornato nella sua città con amore e convinzione dopo la ‘fuga’ suggerita da Eduardo decenni fa e seguita da tanti.

Era tornato a Napoli, in un quartiere disagiato, che ha bisogno di attenzioni particolari, affollato di bambini e di ragazzi. Il quartiere nel quale è situato lo storico Teatro San Ferdinando, palcoscenico che lo vide esibirsi nella compagnia paterna, accanto al Maestro e a tanti nomi illustri.

Era tornato per trasmettere ai giovani un po’ del proprio sapere, di quell’arte acquisita dal sangue e dalla continuità di un mestiere che, inevitabilmente, lo metteva a confronto con la maestrìa del papà.

Se n’è andato Luca, troppo giovane ancora, mentre Eduardo giovane si truccava per entrare nei panni maturi dei suoi protagonisti e non vedeva l’ora di avere le rughe per interpretare i tanti ruoli che si era cucito addosso. Un paradosso.

Luca De Filippo, un altro nome da ricordare, una foto, reale o immaginaria, da sistemare nella bacheca mentale che chi si occupa o vive di teatro porta sempre con sè.

 

 

 

Lettera per Luca De Filippo dei giovani allievi

della Scuola di Recitazione del Teatro Stabile di Napoli

diretta da Luca De Filippo

per i funerali del 30 novembre al Teatro Argentina di Roma

 

Te piace o’ presebbio? No! Noi ti abbiamo conosciuto così.

Noi che abbiamo avuto la fortuna di recitare per te, farti sorridere, stringerti la mano e forse regalarti qualche emozione. Grazie per averci dimostrato che la nostra città ha ancora qualcosa di buono da offrire, per la fiducia che hai saputo infonderci, rendendo possibile con la tua scelta, la nostra scelta! Avremmo voluto “rubare” e imparare il più possibile da te, facendo tesoro di tutti i tuoi insegnamenti ed è per questo che sentiamo in piccola parte il peso di un eredità enorme che arriva in anticipo, ma che siamo onorati di ricevere, quella di uomo semplice che aveva radicato in sé  il rispetto per gli uomini che a volte sono attori. Ti vedremo ogni volta che riusciremo ad entrare a fondo dentro le cose, dentro alla vita. Per te, la nostra responsabilità si carica del tuo medesimo desiderio, porteremo avanti questo progetto con tenacia e con la tua stessa cura, sicuri che tu ci accompagnerai, sperando di poter vivere di teatro come hai fatto tu! Per oggi il sipario resterà chiuso, ma sappiamo che lo spirito dei maestri non muore mai. Il tuo ricordo resterà nella speranza dei giovani pronti a mettersi in gioco.

Nennì te piace o’ presebbio? Si! Adesso si! Non è quindi un addio. A domani maestro.

Come hai voluto tu, i tuoi giovani colleghi.

 

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